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Piscina Dogali, caos su gestione e conti Cda semideserto: preoccupano i debiti

Luca Gardinale
Piscina Dogali, caos su gestione e conti Cda semideserto: preoccupano i debiti

Uisp ha la maggioranza, gli altri soci non si sono presentati all’approvazione del bilancio. Rossini: «Il Comune chiarisca»

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Un debito vicino al milione di euro e un bilancio votato dal solo socio di maggioranza, in un’assemblea semideserta. Una situazione sulla quale fare luce al più presto, insomma, anche perché al centro c’è la società che gestisce una delle più frequentate piscine comunali di Modena. A chiedere chiarimenti sui conti della Società sportiva dilettanti Dogali srl, che dal 2004 gestisce le piscine Dogali, è Elisa Rossini, consigliera comunale del gruppo Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia, che mercoledì scorso ha depositato un’interrogazione che sarà discussa in una delle prossime sedute (la richiesta iniziale era quella di trattarla già nel Consiglio di ieri insieme all’ordine del giorno della Lega sulle piscine Pergolesi, ma la conferenza dei capigruppo ha deciso di rimandare la discussione per fare alcuni approfondimenti).

Nel documento, dopo aver ricordato che i soci della Ssd Dogali sono Uisp Modena (che ha il 68,57% del capitale sociale), Sea Sub, Pentathlon Moderno Modena, Nuoto Sub Modena e Aics, la consigliera Rossini fa notare che «la situazione economico-patrimoniale della società che gestisce l’impianto comunale non sembra essere particolarmente florida, dal momento che l’esercizio relativo al 2018 si è chiuso in perdita (-4.859 euro) e la società risulta avere debiti per 901.109 euro e crediti per 279.218 (di cui 274.002 esigibili “entro l’esercizio successivo”)». Nell’interrogazione si ricorda inoltre che la società «indica annualmente nel conto economico del bilancio d’esercizio contributi per 228mila euro da parte del Comune, mentre l’ultimo bilancio è stato approvato con il voto del solo socio di maggioranza - ovvero la Uisp, nella persona del presidente Giorgio Baroni - dal momento che all’assemblea del 28 giugno scorso non ha partecipato alcuno degli altri soci di minoranza».

La consigliera Fdi-Pdf torna dunque sul passato dell’impianto comunale, «che in particolar modo nel corso della penultima consiliatura (2009-2014) è stato al centro di un vivace dibattito politico, non solo in ragione dei suoi elevati costi di gestione, ma anche per la consueta diatriba tra la gestione diretta da parte del Comune, l’affidamento diretto esterno o tramite pubblica gara al fine di aprirsi alla libera concorrenza».

Quindi, dopo aver ricordato che la delibera del 2014 con la quale il Consiglio ha affidato l’impianto prevedeva «tariffe agevolate o predefinite nella cifra massima da parte dell’amministrazione, un canone annuale a carico del gestore di 50mila euro più Iva e la durata della concessione pari a 12 anni», la consigliera Rossini chiede alla giunta «quale attuazione sia stata data alla delibera, quali azioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo siano state in generale adottate al fine di monitorare il buon andamento della gestione economico-patrimoniale dell’impianto comunale, e quanti contributi il Comune abbia versato o intenda versare alla Dogali Ssd nel corso dell’anno 2019». —



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