«Serviva un gesto coraggioso È una questione di senso civico»
I produttori di Guiglia e Zocca: «Bravo sindaco, ottima idea» Confagricoltura e Coldiretti: «Tutelare gli alberi è un dovere»
le reazioni
«Sono molto contenta dell’iniziativa del sindaco di Montecreto per la tutela dei castagni: è il primo che ha il coraggio di sollevare il problema della maleducazione della gente quando va nei boschi. Perché prima di una questione ambientale e agronomica, ce n’è una di educazione alla base di tutto». Maria Imelde Pasini, biologa, è titolare di una delle più vaste aziende agricola dell’Appennino, nonché una delle prime bio, la San Bartolomeo di Samone, che si sviluppa su 340 ettari di terreni (tra proprietà e affitto), di cui la metà a castagni.
«Ricordo ancora la rabbia che provava mio fratello, morto ormai da anni, quando vedeva la gente che con le pertiche si affannava a tirare giù i ricci dalle piante - ricorda - Era una delle poche cose che riuscivano a farlo arrabbiare davvero, perché rovinavano sia la pianta che la produzione. Oggi non mi sembra più così diffusa la pratica, ma un divieto non fa male: aiuta a riflettere sui giusti comportamenti. Ce ne sono ancora tanti di scorretti: una volta una signora è arrivata fin nel mio giardino per raccogliere castagne, da terra per fortuna, arrabbiandosi anche quando ho fatto notare che era proprietà privata. Una certa colpa per questo ce l’ha anche lo Stato: con i tesserini da funghi ha portato le persone a credere di poter andare ovunque».
«Hanno fatto benissimo a fare quest’ordinanza - ribadisce Giuseppe Ferri dell’azienda Ca’ Lumaco di Montetortore di Zocca - a prescindere dal fatto che un albero va sempre rispettato, percuotere i castagni è un atto contro natura: il riccio quando è pronto cade da solo e si apre, raccoglierlo prima significa prendere un frutto non maturo. E non cambia la vita di nessuno aspettare qualche giorno in più».
Piena condivisione dell’ordinanza anche da parte delle associazioni di categoria: «Inutile riempirsi la bocca di politiche per il rispetto dell’ambiente se poi si aggrediscono gli alberi - dice Eugenia Bergamaschi, presidente regionale di Confagricoltura - Sono favorevolissima a questa come a tutte le ordinanze che insegnano a comportarsi in modo civile. Un conto è andare a raccogliere castagne, un altro accanirsi sugli alberi, che sono un bene comune da rispettare».
«Il sindaco di Montecreto non ha ragione, di più - osserva Maria Luisa Caselli, direttore di Confagricoltura Modena - la sensibilità ambientale passa anche da questi gesti. Come associazione stiamo appoggiando con convinzione il progetto di valorizzazione del castagno in Appennino che passa anche dalla creazione di un consorzio: si tratta di una pianta e di un frutto dalle grandi potenzialità enogastronomiche e turistiche. Giusto puntare sulla sua tutela».
«Percuotere un castagno è sbagliato dal punto di vista civile, ambientale ma anche prettamente agronomico - nota Angelo Vescogni, segretario Coldiretti per Zocca, Pavullo e Serra - Non solo il frutto prelevato in anticipo non è buono perché essendo secco non matura, ma col bastone si danneggiano le gemme mettendo a rischio la produzione per l’anno successivo. Ben venga un'ordinanza come questa: se altri Comuni la riprendono, non fa male». —
D.M.
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