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inchiesta in comune 

Archiviati i casi Ramella e Langianni Resta indagato Simone Morelli

Carlo Gregori
Archiviati i casi Ramella e Langianni Resta indagato Simone Morelli

Inconsistenti le accuse per i due organizzatori di eventi L’ex vicesindaco rischia un processo per l’affare dehors

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Simone Ramella, accusato in concorso di frode nelle pubbliche forniture: caso archiviato perché “il fatto non sussiste”. Davide Langianni di Arpalice, accusato di falso commesso da privato in atto pubblico: il caso è archiviato e perché “il fatto non costituisce reato”. Ieri mattina alla cancelleria del Tribunale sono stati depositati gli atti del gip Barbara Malvasi che chiudono definitivamente altre due posizione nell’inchiesta sul Comune. Un tormentone politico e scandalistico durato mesi.

Unica posizione aperta resta quella dell’ex vicesindaco Simone Morelli, difeso dall’avvocato Giovanni Gibertini, indagato per l’affare dehors in Piazza Martiri e accusato di tentata concussione: l’esito - probabile il rinvio a giudizio - è atteso entro quest’anno. E resta aperta anche la questione della polpetta avvelenata: il dossier contro il sindaco Alberto Bellelli che vede come indagato colui che avrebbe tentato di diffonderlo: Stefano Soranna, indagato per tentata diffamazione alla pari dell’ex vicesindaco.

Dell’inchiesta di Carpi resterà il ricordo di qualcosa di frammentario. Accuse non provate che avevano coinvolto non solo il sindaco ma anche il vescovo poi dimissionario di Carpi, monsignor Francesco Cavina, con una girandola di sospetti appalti per manifestazioni pubbliche in cambio di consensi, furberie e compiacenze. Sospetti che invece hanno portato alle dimissioni del suo vice Morelli. L’unico che ora resta in ballo e sul quale il pm Claudia Natalini, che si è pazientemente districata in questa giungla di accuse, dovrà decidere se portarlo a processo oppure no.

Intanto si chiudono anche i due capitoli minori: i casi Ramella e Langianni. Difeso dall’avvocato Domenico Giovanardi, Ramella - a capo della società di organizzazione eventi Part Lab - è stato scagionato dall’ipotesi di aver intascato denaro dagli ambulanti della Notte Bianca carpigiana del settembre 2018 per piazzarli nei posti migliori.

«Era evidente che si trattavadiun’accusa infondata e lo abbiamo dimostrato con un’ampia memoria al pm - commenta l’avvocato Giovanardi dopo l’archiviazione - non solo i testi confermano che le cose non sono andate come si prospettava nell’accusa iniziale ma ci sono addirittura intercettazioni che la smentiscono». Ramella infatti era indagato per aver chiesto il denaro agli ambulanti, ma alla fine c’era un solo caso accertato, da 30 euro. La difesa ha chiarito che quei soldi non erano per lui ma erano anticipi per l’allacciamenti all’impianto elettrico, lavori di sicurezza per i passanti e gli operatori e acquisto prolunghe. I soldi poi venivano dati ad altre persone e rendicontati al Comune. Infine è emerso che Ramella non poteva in nessun modo spostare i posti dei banchi perché questi sono fissati con largo anticipo da un consulente del Comune, un ingegnere, tenendo conto delle disposizioni di sicurezza. Non c’era nessun “stecca” o “mazzetta”, insomma, ma un anticipo per spese che venivano poi segnalate al Comune. A Spilamberto, ad esempio, questi anticipi si prevedono già in fase di capitolato di gara e i costi sono più che doppi. Anche Davide Langianni di Arpalice, è stato scagionato dall’accusa. Il suo difensore avvocato Roberto Chiossi ha avuto buon gioco a dimostrare che gli eventi che aveva elencato per partecipare alla gara come da requisito non costituivano un falso ma un errore o poco di più senza peso per la decisione. Nei prossimi giorni il pm dovrà decidere anche per Stefano Soranna, difeso dall’avvocato Roberto Ghini, che si è fatto interrogare per spiegare la sua posizione. —

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