«Debito? Le Dogali hanno conti solidi»
Il presidente Baroni: «Chi parla di 900mila euro di buco non sa leggere i bilanci e dà un’idea fuorviante della realtà»
Una società in salute, con debiti che per il 50% sono legati alle rate dei mutui, e che in questi anni ha fatto tanti investimenti per migliorare una struttura comunale. Al centro c’è la società Dogali Ssd, che dal 2004 gestisce l’omonima piscina, e a parlare è Giorgio Baroni, presidente della società e dell’associazione Uisp (socio di maggioranza), che interviene così sull’interrogazione della consigliera comunale Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della Famiglia). Un’interrogazione nella quale Rossini esprime preoccupazione per i debiti da 901mila euro e per un bilancio votato dal solo socio di maggioranza. Perplessità alle quale Baroni replica facendo notare che «quando si citano numeri e situazioni, bisognerebbe avere la professionalità necessaria per dire le cose come sono. L’impressione invece è che chi ha sottoscritto l’interrogazione, benché consigliere comunale, non sia nemmeno in grado di leggere i bilanci e di capirne i contenuti». Passando al merito, il presidente spiega che «la situazione della società è buona: lo dice lo stesso bilancio approvato, che non prevede che Dogali abbia 901mila euro di debiti. Perché messa giù così, risulta evidente che chi ha letto i numeri o non è in grado di comprenderli o vuole strumentalizzare la situazione».
Il presidente spiega dunque che «il bilancio ha un fatturato totale di 1.719.569 euro, con un incremento di circa 95mila euro rispetto all’esercizio precedente. Già questo è un buon risultato, in controtendenza rispetto al settore».
Ma nell’interrogazione, fa notare Baroni, «è stata data una rappresentazione della situazione patrimoniale fuorviante, perché l’ammontare dei debiti indicati non considera il valore delle immobilizzazioni nette e degli investimenti effettuati, ma riporta anche il dato di bilancio riferito al residuo del mutuo contratto a copertura di queste spese. Le immobilizzazioni nette sono pari a 669.575 euro, che Dogali ha pagato a fronte di lavori eseguiti sull’impianto e che vengono ogni anno ammortizzate per la durata del periodo di concessione. Per una corretta rappresentazione dei 901mila euro citati, occorre considerare che questo numero comprende due categorie: i debiti a dodici mesi, ovvero quelli correnti verso i fornitori e altri debiti a breve, che sono pari a 428.867 euro, e quelli oltre i dodici mesi, pari a 472.242 euro. In questo caso, si tratta delle rate residue del mutuo contratto per eseguire i lavori. È evidente - aggiunge Baroni - che la Dogali ha correttamente operato sul piano finanziario e patrimoniale, dal momento che il valore delle immobilizzazioni nette (669.575 euro) è di gran lunga superiore al residuo del relativo debito di finanziamento (472.242 euro)».
Lasciando da parte il bilancio, il presidente ricorda che «ad oggi Dogali ha investito 1,2 milioni: risorse che sono andate a beneficio di una piscina di cui il Comune è proprietario. Non è poco per una società che dovrebbe essere in crisi. E anche se con il Comune sono in corso le verifiche sui lavori eseguiti, mi sento di dire che gli impegni assunti nel contratto sono già stati rispettati, in particolare per le manutenzioni straordinarie, e questo con largo anticipo. Mi sento di dire in tutta tranquillità che Dogali è ora una società più solida e in grado di guardare avanti, e proprio per questo nel 2018 è stato approvato un piano industriale che analizza e sviluppa le linee strategiche e di gestione per il futuro, fino al termine della concessione. Tale piano è stato approvato dall’assemblea dei soci. E per noi questo piano ora va rispettato da parte di tutti, soci compresi - chiude Baroni - esattamente come sono rispettate tutte le condizioni della concessione». A proposito di assemblee, l’unico punto dell’interrogazione sul quale il presidente non risponde è quello relativo al voto sul bilancio, approvato dal solo socio di maggioranza (Uisp). Nel frattempo, anche alla luce delle difficoltà della società che gestisce le piscine Pergolesi, l’assessore allo Sport Grazia Baracchi ha deciso di istituire una commissione ad hoc per approfondire i problemi di gestione degli impianti comunali: «Abbiamo già l’ok della conferenza dei capigruppo - ha spiegato ieri Baracchi a margine della conferenza sulla piscina della Cdr - e quindi nel giro di qualche settimana la commissione sarà istituita, mentre nella prossima seduta del Consiglio risponderò alle interrogazioni su Dogali e Pergolesi». —
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