«Salvate la “Piacentini”, rischia di fallire»
Braglia e Paradisi: «Creditori già disponibili, ora anche le banche facciano la loro parte per non perdere i posti lavoro»
L’azienda di costruzioni Piacentini, con sedi a Palagano e Castelnuovo, è in regime di concordato da quasi un anno e nelle settimane lasciate alle spalle è stata vissuta la fase decisiva con le valutazioni dei creditori sul Piano presentato dall’azienda per evitare il fallimento e continuare l’attività. I creditori in buon parte hanno accettato le inevitabili riduzioni dei propri crediti ma ora diventa determinante la posizione degli istituti di credito coinvolti e, secondo le informazioni raccolte dai sindaci Fabio Braglia di Palagano e Massimo Paradisi di Castelnuovo, il rischio di fallimento è incombente perchè dalle banche non sono arrivati segnali di segno positivo.
Per questo i due sindaci Braglia e Paradisi, preoccupati per gli 85 posti di lavoro, hanno diffuso una lettera aperta in cui invitano ciascuno a fare la propria parte per evitare che un’azienda così importante per il territorio possa fallire e chiudere definitivamente l’attività.
Questo il testo della lettera dei due sindaci, che viene inviata al giudice , al commissario e agli istituti bancari interessati.
«Il percorso per l'omologa definitiva del concordato della Piacentini Costruzioni sembra destinato a concludersi con il fallimento dell'impresa stessa, con la perdita di decine e decine di posti di lavoro, con altrettante famiglie senza stipendio, con fornitori (altre imprese e artigiani) anch'essi privati della possibilità di lavorare e di recuperare, nel tempo, i crediti vantati ad oggi nei confronti dell'azienda. In qualità di Sindaci dei Comuni nei quali la Piacentini ha la propria sede legale e quella operativa, e pertanto nei quali risiedono molti dei dipendenti, siamo estremamente preoccupati per le gravi ricadute sociali che tale fallimento porterebbe a tante famiglie e alla comunità nel suo complesso.
Facciamo dunque appello alla responsabilità di tutti affinché già da domani, vista l'imminenza della decisione del tribunale, vengano messi in atto tutti i tentativi possibili, che ci sono, per scongiurare tale fallimento, consentendo la prosecuzione dei lavori in essere e garantendo la continuità aziendale necessaria a lavoratori, fornitori, aziende dell’indotto e rispettive famiglie. Per garantire detta continuità aziendale tanti,tantissimi, creditori si sono espressi a favore nell'apposita adunanza prevista dalla legge, ottimisti sulla ripartenza di una azienda storica e radicata nel territorio: fornitori, erario, enti previdenziali e assistenziali hanno così accettato importanti riduzioni del proprio credito con l'obiettivo di poter continuare a lavorare e garantirsi altresì un parziale rientro del debito accumulato. Chiediamo agli istituti di credito ,che dovrebbero essere pilastro fondamentale della nostra economia, di fare altrettanto, garantendo a tutti gli altri attori la possibilità di provare a risollevarsi: è nel DNA stesso delle banche sostenere il sistema produttivo, in questo caso tale sostegno è fondamentale, indispensabile, decisivo. Allo stesso tempo chiediamo agli organi della procedura, Commissario Giudiziale e Giudice Delegato in primis, di favorire una soluzione positiva auspicando anche l’iniziativa doverosa degli istituti di credito: il rispetto della legge, dovuto, consente comunque di trovare i percorsi necessari per arrivare ad omologare il concordato della Piacentini, rimandando ai mesi successivi i controlli del rispetto del piano concordatario. Tutte le nostre comunità si aspettano, e chiedono a gran voce, che questo sforzo venga fatto nel primario interesse della collettività. Ora partiranno le raccomandate al giudice , al commissario ed agli istituti bancari dove vengono richiamati gli stessi principi citati nel comunicato». —
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