Vignola, assolto il maresciallo Sarti: era accusato di stupro
La Corte d’appello ribalta la condanna a 6 anni e 6 mesi I giudici credono al carabiniere: non ci fu nessun abuso nel bagno di un locale notturno
La Corte d’Appello di Bologna ha assolto il maresciallo Luca Sarti dall’accusa di violenza sessuale nei confronti di una donna allora 20enne, perché “il fatto non sussiste”. In primo grado, nel 2017, il 44enne carabiniere era stato condannato a 6 anni e mezzo dal tribunale di Modena.
I giudici di Bologna hanno quindi ribaltato la sentenza, arrivata dopo un lungo e drammatico dibattimento in cui era invece emerso come il militare avesse avuto un rapporto sessuale non consenziente - all’interno di un bagno di un locale serale - con una giovane con cui usciva spesso in compagnia di altri colleghi e ragazze della zona di Vignola.
Ora servirà attendere 90 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza e a quel punto la procura - che aveva chiesto la conferma della condanna - valuterà se avanzare appello. Lo stesso dovrà fare la parte civile, rappresentata dall’avvocato Enza Rando, che ieri sera ha scelto di non commentare.
Sarti, interdetto inizialmente anche dai pubblici uffici, e ora in servizio in Piemonte, ha sempre sostenuto che la giovane fosse consenziente tanto che avevano trascorso parte della serata insieme e lei si era anche fatta accompagnare a casa dal maresciallo. Anzi, l’indomani avrebbe anche voluto rivederlo. Le amiche hanno sostenuto che l’intenzione di avere un nuovo incontro fosse soltanto una strategia per chiedergli spiegazioni dopo la violenza e lo stesso aveva ribadito anche l’accusa, analizzando i messaggi e le chat. Prove che a Modena erano risultate schiaccianti per la condanna, ma che a Bologna - seppur senza istruttoria - non sono apparse così solide. —
F.D.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
