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la protesta 

«La situazione è ormai ingestibile Scriviamo a Bosi»

L.G.

I commercianti sul piede di guerra: «È da mesi che è così Si rovina la stagione fondamentale per i nostri incassi» 

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«La situazione è semplice: noi qui siamo completamente bloccati, mentre i clienti hanno paura ad entrare, anche perché ogni tanto cade qualche pezzo dal cantiere…».

Monica Pierantoni lavora da Jkts, il negozio di abbigliamento di corso Canalchiaro 34, il più penalizzato dal triplo cantiere che tra marzo e luglio ha oscurato la sua vetrina, così come quelle della vicina Libreria San Paolo. In effetti, entrare nel negozio di giacche non è proprio immediato: la grande recinzione rende impossibile notare il negozio (tanto che è stato affisso un grande cartello con il nome dell’attività e una freccia), e chi decidesse di “sfidare” il cantiere deve anche passare sotto l’impalcatura, sempre che un’auto non sia parcheggiata nel posteggio riservato ai disabili davanti all’esercizio. «Molti clienti sono spaventati - riprende la dipendente di Jkts - e così non si avvicinano, anche perché hanno paura che qualcosa possa cadere dall’alto». E mentre qualche pedone prova a infilarsi in un’apertura creata dalle recinzioni, salvo fare marcia indietro su indicazione dei negozianti, a confermare una situazione tutt’altro che semplice è Sara Trentini, dipendente della libreria: «Dalla primavera scorsa noi non abbiamo più una vetrina - spiega - e quello che va da ottobre a dicembre per noi è il periodo più importante dell’anno. Insomma, ristrutturare è una cosa legittima, ma questo cantiere ci sta danneggiando seriamente».

E se per il vicino negozio di calzature Mazzi va leggermente meglio, dal momento che il cantiere non copre del tutto la vetrina, anche lì la base dei ponteggi parte proprio di fianco alla porta d’ingresso: «Il problema principale - conferma Sabrina Guaitoli - è che i passanti vedono il cantiere e passano subito dall’altra parte, precludendosi così la possibilità di guardare le nostre vetrine. Tutto questo mentre dal lunedì al venerdì, oltre ai ponteggi e alle recinzioni, dobbiamo convivere anche con i mezzi degli operai parcheggiati ovunque e con una situazione molto caotica». Una situazione che ha portato i tre negozi a scrivere una lettera, che nei prossimi giorni sarà recapitata all’assessore al Centro storico Andrea Bosi: «Il problema principale è che il marciapiede è completamente inutilizzabile - aggiunge Omar Baraldi, titolare della Vacchetta Grassa e vicepresidente della Cna di Modena - e per noi questo è un grave danno, anche perché una parte importante delle vendite, in centro storico, avviene… a negozio chiuso, quando i clienti si fermano a guardare le vetrine passando la sera. Ma se le vetrine sono oscurate dai cantieri, è ovvio che noi ci troviamo a lavorare in condizioni molto difficili, peraltro alla vigilia di un mese, che per noi vale un terzo del fatturato».

Secondo il vicepresidente di Cna, il problema è a monte, negli uffici tecnici che autorizzano i privati: «Spesso arriva un “via libera” che non tiene conto delle attività commerciali che si trovano nella zona e dell’impatto che il cantiere avrà, non c’è alcuna comunicazione agli amministratori di condominio e ai negozianti, che si trovano i lavori in corso da un giorno all’altro». —

L.G.

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