Gazzetta di Modena

Modena

un insegnante precario  

Minacciato e cacciato dalla casa in cui viveva: denuncia la coinquilina

Serena Arbizzi

Risponde ad un annuncio sul web ma la situazione precipita «Voleva soldi in anticipo. Dopo la lite mi ha buttato via tutto» 

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Aveva risposto a un’offerta che sembrava allettante, su un sito on line di annunci: 400 euro per condividere un appartamento in pieno centro a Carpi, a pochissimi chilometri dal suo luogo di lavoro: una scuola della città. Ma per un insegnante precario arrivato qualche mese fa, quella che doveva essere una svolta nella carriera professionale e nella vita si è tramutata in un incubo per cui sta ancora pagando.

Il professore, infatti, è stato aggredito, umiliato, minacciato, offeso e pure derubato - stando alla denuncia che ha presentato ai carabinieri - dalla coinquilina che gli ha subaffittato l’appartamento. Alloggio che sorge nell’immobile gestito da Acer di via Santa Chiara, 26, conosciutissimo a Carpi con il nome di Palamaio.

I fatti iniziano nel settembre 2018. «Mia sorella ha trovato un annuncio su subito.it per una casa in condivisione, a Carpi, città dove ho dovuto trasferirmi per lavorare - racconta l’insegnante, che preferisce rimanere anonimo - La casa che mi è stata subaffittata a 400 euro al mese, come da accordi che abbiamo preso telefonicamente. Tutto è filato liscio per un anno. Il 10 ottobre scorso ho saldato la somma relativa all’affitto di ottobre, ma, solo quattro giorni dopo, il 14, la signora mi ha chiesto di versarle un anticipo per novembre. Io le ho risposto che non potevo permettermelo, che sono un precario e avevo appena pagato».

A quel punto la situazione è precipitata. «Il giorno successivo, la signora mentre stavo uscendo dalla mia stanza si è avvicinata, brandendo delle forbici e aggredendomi alla schiena - continua il professore - La donna è stata fermata da alcune amiche che in quel momento si trovavano in casa. Mentre mi spingeva, poi, mi ha sfilato gli occhiali buttandoli a terra, li ha calpestati, rompendoli. Sono scappato da quella casa e non ci sono più tornato».

L’inquilino ha detto ai militari di avere appreso solo successivamente che l’abitazione è un immobile gestito da Acer. «Ho contattato la stessa Acer per raccontare l’accaduto: mi hanno consigliato di sporgere denuncia e così ho fatto - prosegue - E spero che vengano presi provvedimenti, anche perché non è finita qui».

L’insegnante ha provato a rientrare nella sua camera per recuperare gli effetti personali. «Ma sulla soglia d’ingresso ho trovato due sacchi neri della spazzatura con una parte dei miei vestiti che tenevo nell’armadio della camera, chiuso chiuso a chiave con lucchetto. Armadio che ho trovato aperto, con segni evidenti di forzatura, e svuotato: nel bidone blu nel cortile interno del palazzo ho trovato due paia di miei scarpe. Ho chiesto l’aiuto dei carabinieri per un danno da 2.500 euro almeno: davanti a loro, a un’educatrice e a referenti del servizio di Igiene mentale, la donna ha dichiarato che io avevo portato via il televisore. Ma non era vero: da ulteriori ricerche in due buste che custodiva sotto il letto è risultato che la tv era proprio lì. Altro dettaglio raccapricciante: in un’occasione, prima che la situazione degenerasse, mi aveva chiesto di poter utilizzare la mia camera da letto per poter incontrare un uomo dato che era sua intenzione riprenderlo mentre si spogliava per poi ricattarlo chiedendogli denaro....». —

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