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Carpi, Oncologia al Ramazzini: Amo regala due stanze per le terapie dei pazienti

S.A.
Carpi, Oncologia al Ramazzini: Amo regala due stanze per le terapie dei pazienti

Serviranno per le terapie di supporto agli ammalati e alla case manager

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CARPI. Due stanze nuove per l’Oncologia del Ramazzini: in una verranno ospitate le terapie di supporto agli ammalati, nell’altra troverà spazio la case manager. Le ha donate all’ospedale Amo, l’Associazione malati oncologici di Carpi, grazie al lavoro dei volontari, con propri fondi raccolti nel tempo grazie a tante iniziative, come le cene, in corso fino a stasera a Santa Croce. Questo quanto emerso a margine dell’appuntamento di ieri, condotto dal primario di Oncologia Fabrizio Artioli in ospedale, dedicato alla prevenzione e alla conoscenza delle cure per il tumore mammario e non solo.

Le due stanze ristrutturate da Amo saranno inaugurate tra pochi giorni: una si trova al piano rialzato, l’altra al primo piano di Oncologia. Si tratta di uno dei tanti doni effettuati dall’associazione all’ospedale carpigiano: ieri è stata ricordata anche quella di 100mila euro fatta da un volontario, che ha preferito rimanere anonimo, in ricordo della moglie. Donazione servita all’acquisto del macchinario che consente la tomosintesi, ossia la tecnica tridimensionale che permette di ricostruire immagini della mammella, identificando le neoplasie. Il funzionamento è stato illustrato dalla dottoressa Meri Leporati dell’unità di Radiologia del Ramazzini.

Se Dolores Santini ha invece rimarcato l’importanza dello screening mammografico e Maria Grazia Lazzaretti il percorso terapeutico delle donne operate, è toccato a Giuliano Carrozzi, del Servizio Epidemiologia dell’Ausl e referente del Registro Tumori regionale illustrare i dati.

«Rispetto ai nuovi casi di tumore diagnosticati le aree a livello provinciale sono molto omogenee - argomenta Carrozzi - Siamo nell’ordine dei 600 all’anno in Provincia secondo il Rapporto sui tumori redatto dalle Ausl. A Modena la sopravvivenza dopo 5 anni è dell’89%, più alta della media italiana e delle altre tre province. La spiegazione? Un mix di prevenzione, diagnosi precoce e cura». —

S.A.


 

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