Recinzioni, ponteggi e trasporti: così i cantieri mettono in crisi il centro di Modena
Viaggio tra la via Emilia e corso Canalchiaro, dove i tanti lavori in corso oscurano le vetrine alla vigilia del periodo più importante dell’anno per il commercio
MODENA. Se gli umarells avessero una propensione all’acquisto un po’ più spiccata, magari la cosa potrebbe anche avere qualche risvolto positivo. La realtà, però, è che gli amanti dei cantieri non hanno occhi che per recinzioni e operai al lavoro, mentre quelli che vorrebbero entrare in negozio e comprare, magari la vetrina non la notano nemmeno. Succede in centro storico, dove il momento decisamente favorevole dal punto di vista del turismo e la pedonalizzazione imminente che renderà più bello il cuore della città sono minacciati da una realtà diffusa un po’ ovunque: i cantieri.
Ne sanno qualcosa i (tanti) commercianti che da mesi si trovano a lavorare con recinzioni, ponteggi e operai che oscurano completamente le vetrine, rendendo difficile l’approccio per i nuovi clienti e facendo arrabbiare quelli affezionati.
Una situazione denunciata nei giorni scorsi dalla Cna di Modena, che pur facendo notare che lavori e ristrutturazioni sono legittimi, ha ricordato che diversi negozianti del centro si trovano da mesi in una situazione estremamente problematica, dal momento che impalcature, ponteggi e veicoli occupano completamente i marciapiedi, oscurando le vetrine e causando danni che l’associazione stima intorno al 40% del fatturato. Ma per capire esattamente la portata del problema, basta fare un salto in corso Canalchiaro: arrivando da piazza Grande, sulla destra si nota subito un enorme cantiere - in realtà sono tre, ma di fatto formano un’unica grande area “off limits” per i pedoni - per la ristrutturazione del palazzo.
Un paradiso per gli umarells, insomma, ma non per i titolari delle tre attività - il negozio di abbigliamento Jkts, la Libreria San Paolo e in parte il negozio di calzature Mazzi - che hanno le vetrine completamente coperte dalle impalcature, mentre il marciapiede è inutilizzabile, anche se ogni giorno qualche pedone prova a infilarsi nelle aperture tra le diverse parti della recinzione, salvo poi realizzare che non si passa e portarsi dall’altra parte della strada. Una situazione che va avanti da marzo scorso, quando è partito il primo “pezzo” del cantiere, e che si è aggravata a luglio, quando è arrivata la seconda parte.
E se quella di Canalchiaro è la situazione più eclatante, in centro sono almeno una decina i cantieri che stanno causando seri problemi al commercio: spostandosi sulla via Emilia centro, il lungo cantiere all’angolo con piazzale degli Erri rende quasi inutilizzabile il marciapiede che passa davanti a tre attività.
Emblematica la scelta dell’attività di calzature Dugoni, la più penalizzata dalle recinzioni, che nei giorni scorsi ha esposto due cartelli con la scritta “negozio aperto”. Situazione un po’ migliore dall’altra parte della via Emilia, all’angolo con via Nazario Sauro, dove un cantiere per la ristrutturazione dell’edificio compre completamente le vetrine laterali dell’“Outlet del Kasalingo”, lasciando se non altro libera quella da cui si accede al negozio. Ma se la maggior parte dei cantieri che causano problemi ai commercianti sono privati, qualche conflitto con il commercio c’è anche per i lavori pubblici: in piazza Mazzini, ad esempio, il grande cantiere per la riqualificazione dell’ex diurno si stringe notevolmente sulla destra, costringendo i pedoni a utilizzare un ponteggio e penalizzando le attività commerciali (come la pizzeria Alt) che si trovano all’altezza del punto più stretto.
Sposandosi sulla via Emilia Ovest, i lavori per la riqualificazione delle scuole Corni hanno portato a chiudere la pista ciclabile: in questo caso non ci sono negozi, ma ciclisti e pedoni che, dopo una manovra correttiva, sono stati “trasferiti” su una parte della carreggiata delimitata da alcune transenne.
Tutto questo, mentre per i negozi del centro si avvicina il periodo più importante dell’anno, quello delle feste natalizie. —
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