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Macabra scoperta: gatto seviziato e bruciato Aperta un’inchiesta

F.D.

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IL CASO

SAN CESARIO. Un gatto nero con evidenti segni di bruciature sul corpo, con le zampe bloccate dal nastro isolante; legnetti posizionati in modo anomalo sul terreno; alcune pagine della Bibbia in parte bruciate e tagliuzzate trovate a terra. Sono gli ingredienti di un possibile macabro rito esoterico oppure di un gesto vile, utile soltanto a simulare chissà quali gruppi satanici. Fatto sta che sull’accaduto stanno effettuando alcuni accertamenti gli agenti della polizia municipale di San Cesario e Castelfranco, informati dai volontari delle guardie zoofile di Fare Ambiente. È infatti stata una collaboratrice del gruppo, coordinato dal responsabile provinciale Stefano Diana e dal suo vice Aldo Corradini, che ha rinvenuto il gatto in un parchetto di Sant’Anna nei pressi dei giochi per i bambini.

Stando alle prime ipotesi d’inchiesta si può supporre che il gatto fosse già morto o quantomeno sia stato legato con lo scotch quando ormai era privo di vita, altrimenti sarebbe stato complesso imprigionarlo con tanta meticolosità. —

F.D.

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