Polo commerciale all’ex Corni «Il Centro Sacca è a rischio»
Brevini di Confesercenti: «Troppi i progetti di grandi centri in una sola zona Ora se ne profila un altro di fronte al punto di vicinato: negozianti abbandonati»
Nei commercianti regna un grande senso di smarrimento, mentre l’amministrazione comunale non è in grado di predisporre un disegno complessivo della riqualificazione dell’area. Ma la cosa che nota di più è un’assenza: quella delle associazioni del commercio e delle piccole e medie imprese, a partire da quella in cui lui stesso ha avuto un ruolo da protagonista per 38 anni.
Al centro c’è il tema della riqualificazione commerciale della Sacca, e a parlare è Fulgenzio Brevini, fino a quattro mesi fa (quando è andato in pensione) coordinatore sindacale di Confesercenti Modena. Una questione da tempo al centro del suo lavoro, perché il vecchio centro di vicinato di via Anderlini è in difficoltà per l’usura della struttura e per la concorrenza della grande distribuzione - che nei prossimi anni si arricchirà del nuovo supermercato a marchio Esselunga, e probabilmente del nuovo contenitore che nascerà al posto dell’ex stabilimento Civ & Civ di via Polonia - tanto che il piano di sopra del complesso della Sacca è già vuoto.
Un tema tornato al centro dell’attenzione nei giorni scorsi, quando l’ingegner Paolo Signoretti, presidente della società trentina Heliopolis, ha confermato l’acquisto all’asta dell’area delle ex fonderie Corni, all’angolo tra via Fanti e via delle Suore, a poche centinaia di metri dalla porta Nord della stazione.
Al momento la destinazione dell’area (per ora abbandonata) non è ancora stata decisa, ma in un recente incontro tra i vertici della società con sede a Trento e l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli è stata fatta l’ipotesi di uno studentato (o complesso da destinare agli affitti brevi) con un’area commerciale. E mentre l’ipotesi viene vista con una certa preoccupazione dai commercianti del centro di vicinato della Sacca - distante poche centinaia di metri - a intervenire è proprio l’ex dirigente di Confesercenti Fulgenzio Brevini, che commenta le parole dei negozianti di via Anderlini: «Nelle posizioni espresse - spiega l’ex coordinatore sindacale - emerge il senso di smarrimento e di abbandono in cui versano i commercianti del centro della Sacca e dell’area prospiciente a fronte dei prossimi interventi ed insediamenti commerciali. Che ne sarà delle loro attività?»
Ma il problema principale, secondo Brevini, è che «manca un progetto complessivo della intera riqualificazione dell’area che tenga assieme nuovi investimenti e riqualificazione. E chi se non il Comune e le associazioni di categoria possono realizzarlo?»
E a proposito di associazioni, dall’ex dirigente arriva una stoccata ai rappresentanti del mondo del commercio, a partire da Confesercenti: «Dove sono le associazioni delle piccole e medie imprese del commercio? Perché non sono in grado di imporre un dibattito pubblico sulla necessità di tenere la rete commerciale in equilibrio? Mi pare che le associazioni stiano ripiegando sempre più su se stesse - chiude Brevini - a difesa dei loro fatturati e quindi della loro sopravvivenza, a discapito della loro missione di rappresentanza di interessi, seppure non in un’ottica di chiusura corporativa». —
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