Gazzetta di Modena

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VIA DIVISiONE Acqui 

«Io stuprata nel container del cantiere»

Carlo Gregori
«Io stuprata nel container del cantiere»

Ragazza di 26 anni denuncia alla polizia: «Minacciata con un cutter, sequestrata e violentata». Si cerca un diciannovenne

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Si è presentata alla polizia, martedì scorso. Per arrivare in Questura ha solo attraversato la strada. Era sconvolta. Agli agenti ha raccontato di essere stata stuprata. Un giovane suo connazionale, ha detto, durante la notte, le ha puntato un cutter alla gola, l’ha tenuta sequestrata in un container per edilizia, a pochi metri dalla Questura, e l’ha stuprata. Un racconto terribile che ha trovato conferme mediche: le lesioni riscontrate in ospedale sono risultate compatibili a violenza. Ora la polizia è a caccia del giovane del quale conosce già l’identità. Ma non l’indirizzo: è senza fissa dimora.

Come sempre in questi casi, basandosi su un testimone unico - la vittima - il racconto viene preso in considerazione e controllato in ogni dettaglio in cerca di riscontri esterni. Infatti, la polizia sta lavorando da una settimana su questo caso, mantenendo il riserbo. Riscontri ce ne sarebbero e ora è importante trovare il presunto autore del gesto criminale per ascoltare la sua versione. Per questo la Procura e gli agenti sono sulle sue tracce e contano di catturarlo.

Secondo quanto si è saputo, il fatto sarebbe avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 ottobre. Una sera calda e nuvolosa. La ragazza ha raccontato di non avere più una casa. È una 26enne marocchina che abita in città e sta attraversando un momento di difficoltà. Per questo motivo quella sera ha cercato rifugio nel cantiere chiuso di via Divisione Acqui. In quei giorni era ancora abbandonato: nessuno entrava o usciva. E anche ieri, a nostra domanda, i frequentatori del parco vicino e dell’area per la sgambata cani, proprio adiacente al cantiere in un punto in cui è visibile la zona container, hanno spiegato di non aver mai notato nessuno.

Invece tracce della sosta di vagabondi e senza tetto ci sono sempre state: è un punto che frequentano in città. Mentre faceva buio, la ragazza ha cercato un rifugio sicuro dentro i container: box metallici usati come ricoveri attrezzi sistemati in un luogo appartato sotto la massicciata sopraelevata della ferrovia, poco visibili da via Divisione Acqui. Un luogo sicuro o un inferno. Infatti, in quei container si è imbattuta in una presenza: un “inquilino” suo connazionale 19enne anche lui senza un tetto e che vive di espedienti.

La ragazza ha raccontato che, quando ormai era calata la notte, il giovane si è avvicinato con un cutter in mano e gliel’ha puntato costringendola a entrare nel container. I suoi tentativi di farlo desistere sono stati inutili. Il giovane, sempre minacciandola con il coltello, l’ha violentata.

Il giorno dopo la giovane, liberatasi dal suo stupratore, è corsa al di là della strada verso la Questura cercando e trovando subito aiuto. Il suo terribile racconto è stato confermato dal referto medico ospedaliero dopo la visita ginecologica. Poi sono iniziate le indagini della Procura e della Squadra Mobile. Le ricerche del 19enne sono in corso. —



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