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Slot illegali sequestrate dalla Finanza Il barista rischia multa di 315mila euro

F.D.

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VIGNOLA. Da tempo la Guardia di Finanza teneva sotto controllo quel bar del centro della città. Le Fiamme Gialle avevano raccolto indicazioni su alcune pratiche poco chiare e a fronte di un quadro indiziario già piuttosto corposo hanno concluso il blitz. All’interno del locale hanno trovato e sequestro cinque video-slot completamente illegali. Di fatto non erano collegate al circuito dei Monopoli di Stato quindi non avevano un contatore necessario a monitorare il monte di gioco e neppure a pagare le relative tasse. Ma - elemento ancora più grave a fronte dell’imponente sforzo contro la ludopatia - le macchinette non erano sottoposte ad alcun vincolo: era il barista a decretare quando un giocatore poteva vincere e quanto. Un gioco ancora più impari rispetto a quello sdoganato dallo Stato e che rischia di aumentare a dismisura le perdite degli scommettitori.

«Le investigazioni del caso - si legge in una nota della Finanza - hanno consentito di individuare cinque apparecchi non omologati, idonei a moltiplicare il rischio ludopatico verso soggetti che, in concreto, non avrebbero mai soddisfatto l’intrinseca aspettativa di vincita ovvero di recupero delle somme giocate».

Le slot sono state posto sotto sequestro e ora si snoderanno tutte le conseguenze di natura amministrativa. Il gestore cinese, infatti, è infatti risultato sprovvisto delle prescritte e necessarie autorizzazioni per l’attività di gioco, “esercitata in totale dispregio degli adempimenti fiscali di prelievo”. I militari della Tenenza di Vignola, in collaborazione con quelli del comando provinciale, dopo il sequestro amministrativo delle macchine, hanno proceduto ad elevare le conseguenti sanzioni previste dalla legge che, nella circostanza, possono arrivare fino ad un massimo di 315mila euro.

«L’azione - continua la Finanza - condotta anche grazie all’ausilio ed alla collaborazione del personale ispettivo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli della Sezione operativa territoriale di Parma, assume rilevanza in ragione della potenzialità offensiva correlata proprio al numero degli anzidetti apparecchi illegali ed alla sottostante capacità di gioco illegale».

Ma gli accertamenti non si concluderanno con la sola maxi multa e il sequestro. I finanzieri, infatti, stanno analizzando la filiera della provenienza delle slot e delle varie componenti utilizzate per assemblarle. Potrebbe - si teme - esserci un circuito parallelo di fornitori e venditori di apparecchi irregolari. Inoltre le Fiamme Gialle, pur senza il supporto di un contatore numerico, cercheranno di capire il volume d’affari delle slot illegali del bar. —

F.D.

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