Gazzetta di Modena

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SPILAMBERTO e vignola 

Imprese artigiane crescono Cna premia le ditte senior

Quasi cento piccoli imprenditori della zona hanno superato i 40 anni di attività Il vicepresidente Verri: «Facilitare passaggi di proprietà tra familiari e dipendenti»

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SPILAMBERTO. Erano in tantissimi gli imprenditori, in molti anche accompagnati dai familiari, che nei giorni scorsi, alla Rocca di Spilamberto, hanno ricevuto un attestato per la fedeltà associativa di Cna.

In tutto un centinaio di quelle che una volta si chiamavano “ditte”: dal piccolo artigiano - l’elettricista, l’idraulico, il camionista, aiutato nella propria attività dalla moglie - all’azienda che, nata in una piccola bottega dall’ingegno di un paio di soci, ora vanta decine di dipendenti ed esporta ovunque.

A premiare i titolari i vertici Cna con il vicepresidente provinciale, il vignolese Alessandro Verri, il segretario Alberto Papotti, e tutti sindaci dei Comuni coinvolti. Una comunità, quella delle Terre dei Castelli, dove operano oltre 8.000 imprese, di cui una su tre artigiane, che occupano 39.000 persone. E dove, negli ultimi tre anni, sono nate circa 1500 imprese, l’11,3% di quelle sorte in tutta la provincia.

«Sono numeri importanti, che ci fanno sentire orgogliosi - ha commentato Verri - ma che non devono farci dimenticare le imprese che non ce l’hanno fatta e hanno chiuso i battenti. È giusto celebrare imprese che sono cresciute o che semplicemente hanno resistito, magari con sacrifici che coinvolgono anche le famiglie, ma è opportuno ricordare anche coloro che, per le più svariate ragioni, hanno dovuto abbassare la saracinesca. È nostro compito ridurre al minimo le cause che possono portare alla prematura scomparsa delle imprese e facilitare i passaggi d’impresa non solo tra familiari ma anche con i dipendenti. Così non si disperde quel patrimonio di professionalità che costituisce la vera ricchezza del territorio».

La serata si è conclusa con un buffet a base di prodotti locali curato dalla condotta di Slow Food.

Le storie

L’inizio è quello di tante imprese, in questo caso una delle più classiche autofficine.

È il 1965 quando a Spilamberto si costituisce la Battilani Ferri, una società di persone identificata dai cognomi dei due soci, rispettivamente Romano e Paolo, che, assieme ad un operaio apprendista, specializzati nella riparazione dei veicoli dell’Alfa Romeo. Oggi, oltre mezzo secolo dopo, i soci sono diventati sette, i dipendenti diciassette e le sedi operative due, specializzate nella riparazione dei camion. Una crescita continua

A Vignola c’è la SarmSarm, azienda anche in questo caso nel corso degli anni – una quarantina - cresciuta sino ad arrivare ad una ventina di dipendenti. Qui, però, il modello di sviluppo è stato diverso: i soci fondatori hanno accompagnato lo sviluppo dell’azienda, partita come impresa di lavorazioni meccaniche in conto terzi come alesatura e tornitura, poi progressivamente evolutasi con la produzione di particolari meccanici di precisione.

«Ora - racconta uno di questi, Ruggero Quartieri, a condurre la Sarm verso la trasformazione in impresa 4.0 sono i miei figli che stanno raccogliendo il nostro testimone. Con il mio aiuto, ovviamente, ma con entusiasmo».

Un passaggio d’impresa particolare, perché non si è trattato di un amore a prima vista. «Entrambi avevano scelto altre attività, prima di entrare, anche un po’ casualmente, in azienda. Ora, però, hanno trovato passione ed equilibrio: uno si occupa della parte produttiva, l’altro di quella gestionale ed amministrativa. Io per ora sono ancora in azienda, a fare quasi da chioccia, ma i due ben presto mi faranno le scarpe». —



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