«Divisione Acqui, il degrado era noto»
I frequentatori dell’area cani: «Scriviamo in Comune da più di un anno, ma nessuno ci ha mai dato una risposta»
Dopo lo stupro di una ragazza all’interno dell’area di cantiere del condominio di via Divisione Acqui - sul quale tra l’altro è imminente una ripresa dei lavori che proprio sabato vedrà potenziali acquirenti andare in visita allo scheletro dell’edificio - tornano ad alzare la voce i residenti e i frequentatori dell’area cani adiacente al palazzo. Un’alzata di voce doverosa dopo le tante segnalazioni di degrado e disagio rispetto allo stabile, che a loro dire sono state fino a questo momento inascoltate: «Abbiamo assistito quasi quotidianamente e con numero crescente a ingressi abusivi con manomissione delle recinzioni. Abbiamo più di una volta sopportato il passaggio indifferente se non strafottente di persone che attraversando l'area insultando, che si lavavano alla fontanella presente nell'area, che rubavano o disperdevano il materiale che alcuni di noi portavano per permettere ai cani di bere un po’ d'acqua. Abbiamo chiamato i vigili del fuoco - spiegano ancora - che fortunatamente sono prontamente intervenuti per spegnere l’incendio che ha interessato uno degli appartamenti dello stabile in costruzione. Abbiamo assistito a più di uno sgombero di materiali rinvenuti negli appartamenti e nel seminterrato; peccato che il materiale sia rimasto sparpagliato sporcando l’area cortiliva dello stabile per più di un anno, senza che nessuno lo raccogliesse. Abbiamo avuto casi di infortunio per i nostri animali per intossicazione da ingestione di stupefacenti, regolarmente denunciati e che sono costati preoccupazioni e cure costose presso i veterinari. Le denunce hanno ricevuto risposte gentili che peró non hanno portato (se non a causa dell'ultimo triste fatto occorso) a una maggiore sorveglianza della zona».
Un caso, quindi, che ha una storia ben precisa, con tanto di documenti che attestano lo sgomento dei residenti: «Abbiamo scritto per due volte una PEC (04/09/2018, 04/10/2018) alle PEC degli assessorati interessati e non abbiamo mai avuto una risposta. Quanto chiedevamo (illuminazione perché 4/5 dell’area cani sono al buio, pulizia, rimozione del wc chimico lasciato abbandonato e forse non bonificato, eccetera...) avrebbe potuto essere preso in maggiore considerazione e portare a interventi che sicuramente avrebbero anche inciso sugli ultimi avvenimenti. Molti dei nostri amici e ovviamente i loro cani non frequentano più l'area perché intimoriti dalle frequentazioni diciamo “irregolari».
E ora cosa succederà? Lo stabile in cohousing dovrebbe a breve ripartire, ma i frequentatori dell’area cani sono comuqnue preoccupati che anche questo percorso non porti da nessuna parte: «Sull'argomento della violenza della ragazza non possiamo certamente portare prove fondamentali, ma che da più di un anno il luogo sia diventato ricettacolo di frequentatori o “residenti” potenzialmente pericolosi siamo diretti testimoni e possiamo dire diretti interessati». —
L.G.
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