«La situazione del S.Agostino è da “croce e delizia”»
Per superare le perplessità della Soprintendenza divideremo gli interventi: si partirà con le demolizioni nell’area di via Berengario
«Ago? Per noi rappresenta un po’ la croce e delizia, perché da una parte c’è la grande soddisfazione per l’impostazione metodologica, e dall’altra una situazione… pirandelliana». Nella presentazione del bilancio di mandato 2016-2019, il presidente della Fondazione di Modena Paolo Cavicchioli si è soffermato a lungo sul nuovo polo culturale dell’ex Sant’Agostino, per il quale oggi l’ente di palazzo Montecuccoli ha un accantonamento di 33 milioni e 40mila euro. Un progetto ancora congelato, dal momento che la Soprintendenza ha autorizzato solo una parte delle demolizioni: «Il progetto Ago rappresenta per noi una croce e delizia - conferma Cavicchioli - perché da una parte siamo molto soddisfatti per l’impostazione metodologica, per l’approvazione arrivata in Consiglio comunale e per le importanti iniziative che si sono già svolte nel complesso, un’opportunità molto importante per farlo conoscere alla città. Dal punto di vista architettonico, invece, il 2 agosto abbiamo consegnato il progetto esecutivo alla Soprintendenza, e siamo in attesa di una risposta: insomma, è arrivato il momento di dare seguito alla parte culturale con quella architettonica per concretizzare un progetto che la città aspetta da tempo». Il presidente uscente (ma la riconferma è ormai una formalità) ha quindi ricordato di «aver lavorato con tre Soprintendenti, dovendo ricomporre il progetto ogni volta. Certo - ha sorriso Cavicchioli - è una situazione un po’ pirandelliana, perché il progetto architettonico era stato approvato, per essere poi rivisto quattro anni dopo dallo stesso ente. E noi non abbiamo potuto fare altro che prendere atto che c’era stato un cambio di orientamento». Ora, però, l’obiettivo è quello di passare dalla cultura al “mattone”, facendo partire le demolizioni: «Le osservazioni della Soprintendenza facevano riferimento all’area vicina all’ex ospedale pediatrico, e dunque distinguere le aree, partendo da quella vicina a viale Berengario, potrebbe permetterci di superare i problemi». L’idea, insomma, è quella di “spacchettare” gli interventi, partendo con le demolizioni nell’area per la quale da Bologna non erano state sollevate perplessità, in attesa che anche la zona più vicina all’ex Ramazzini si sblocchi. Pensando ai numeri, invece, il presidente non ha dubbi sull’importanza del progetto: «Il fondo che abbiamo stanziato per il Sant’Agostino non influirà in alcun modo sulla nostra capacità di dare risposte al territorio - chiude Cavicchioli - e noi vogliamo andare avanti con un progetto in cui il mandato che si sta per chiudere ha creduto fermamente, così come farà anche il prossimo. Ago sarà un luogo interessante e frequentato». —
L.G.
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