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DOPO LE NOTIZIE DI TRASFERIMENTO IN VENETO 

Fonderie, i sindacati chiedono un tavolo «Salviamo a Modena i posti di lavoro»

Fonderie, i sindacati chiedono un tavolo «Salviamo a Modena i posti di lavoro»

Cisl: «L’azienda mantenga l’impegno di non licenziare» Cgil: «Prevista la delocalizzazione del processo di fusione»

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L’allarme per la possibile chiusura definitiva delle Fonderie Cooperative di Modena, e la perdita di decine di posti di lavoro, si diffonde a macchia d’olio. D’altra parte non potevano essere sottovalutate le posizioni di un socio dell’importanza dell’azienda veneta Vdp, che ha espressamente comunicato ai sindacalisti di Padova l’intenzione di chiudere il sito modenese. E questo contrariamente a quanto si riteneva a Modena, dove veniva ipotizzato un trasferimento della produzione ma sempre in territorio modenese.

I timori si sono diffusi anche in Consiglio comunale e ora i sindacati metalmeccanici modenesi, dopo le comprensibili verifiche, rilanciano l’allarme per un centinaio di posti di lavoro, compresa la sede di Codigoro.

«Sulle Fonderie Cooperative Modena non serve prendersela con le istituzioni, ma occorre sedersi a un tavolo e cercare la soluzione migliore per i lavoratori e la città», affermano Cisl e Fim Cisl Emilia Centrale. «Il piano industriale prevede la chiusura dello stabilimento della Madonnina a inizio 2022 e il trasferimento di alcune attività accessorie in un’altra zona della città - dicono Andrea Sirianni, della segreteria Cisl Emilia Centrale, e Alessandro Gamba, segretario generale aggiunto Fim Cisl - Al momento non ci sono elementi per ipotizzare scenari diversi, ma questo non significa che non siamo attenti all’evoluzione del quadro. Siamo impegnati a tutelare i lavoratori e incalzeremo il presidente della cooperativa affinché mantenga l’impegno a non licenziare nessuno. Nel frattempo bisogna aprire una trattativa finalizzata a mantenere sul territorio occupazione e patrimonio industriale. I dipendenti sono quasi tutti soci della cooperativa e hanno, perciò, diritto a ulteriori garanzie e tutele. Chiediamo un tavolo istituzionale anche a livello regionale con tutti i soggetti coinvolti».

Interviene anche Fiom Cgil: «Fa piacere leggere sui giornali delle preoccupazioni e attenzioni verso la vicenda Fonderie Cooperative da parte del consiglio comunale - dice il sindacato - La Fiom Cgil vorrebbe però ricordare che sostanzialmente lo stesso consiglio comunale di Modena il 14 marzo di quest'anno ha approvato un secondo protocollo che prevede esplicitamente la delocalizzazione a Padova del processo di fusione. E nelle conclusioni del dibattito della succitata assise del consiglio comunale l'assessore Vandelli affermava: «Dispiace che le Fonderie non rimangano a Modena nella loro interezza. Ci abbiamo provato e non siamo riusciti». Pertanto se si vuole affrontare davvero il tema Fonderie la prima cosa che il nuovo consiglio comunale di Modena dovrebbe fare è istituire un tavolo trilaterale di trattativa (azienda, Comune e sindacati) che entri nel merito concreto dello spostamento dello stabilimento e le cui decisioni vincolino le scelte aziendali al fine di tutelare il futuro dei lavoratori». —

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