«Il crimine cambia volto come la società»
La prof. Laura De Fazio: «Esistono aspetti sempre nuovi da analizzare». A Giurisprudenza congresso con esperti da tutta Italia
Il crimine che cambia, che evolve, che assume facce diverse e si concretizza in luoghi reali e virtuali.
Se ne è parlato ieri, e si proseguirà oggi e domani, nel 33esimo congresso nazionale della Società Italiana di Criminologia, che per la prima volta si sta tenendo a Modena, presso Giurisprudenza.
«È un onore e una responsabilità - racconta la presidente del congresso, la professoressa Laura De Fazio, docente di Criminologia di Unimore - Parliamo di una manifestazione ufficiale di una società scientifica che raggruppa tutti i maggiori esperti accademici e non del settore criminologico. Tanto che avremo oltre 300 partecipanti, uno dei numeri più alti mai registrati. Un dato che ci riempie di orgoglio. Inoltre è un attestato di riconoscimento per il nostro Ateneo, che mai dalla fondazione della società, avvenuta nel 1957, aveva ospitato l’evento».
Quest’anno, su proposta dell’Università di Modena e Reggio, si tratterà il tema del rischio: «Si tratta di un argomento che si presta a un’analisi multidisciplinare - premette De Fazio - Non a caso c’è il patrocinio non solo delle istituzioni locali, ma anche dell’ordine regionale degli psicologi, degli assistenti sociali e degli avvocati. Il che ci permette di fare il punto a 360 gradi sulle problematiche connesse al tema del rischio che oggi la Criminologia si trova ad affrontare in una nuova prospettiva. Negli ultimi anni ci sono stati tali e tanti mutamenti su diversi livelli (sociale, culturale, economico e tecnologico) da far sì che anche la Criminologia si ponga in termini nuovi. Pensiamo ad esempio ad alcuni temi, che saranno affrontati nel congresso, come i comportamenti e le relazioni a rischio o gli abusi in famiglia, tra partner o ai danni dei bambini».
Un altro aspetto che verrà sviscerato nel corso del Congresso è quello dei penitenziari: «Il carcere è una di quelle tematiche che rientra a pieno nel tema del rischio. Gli esperti parleranno del “rischio del carcere”, ma anche “nel carcere”. Quindi i problemi che affliggono i nostri penitenziari, come la salute, ma anche quelle che sono le eccellenze presenti nel nostro Paese».
Ieri, nel giorno di apertura, si è poi affrontano il capitolo dei “Diritti umani”: «Anche in questo ambito ci sono aspetti nuovi, come il terrorismo o l’odio online. Quest’ultimo è uno degli esempi di quelle che sono le evoluzioni sociali e culturali che sono intervenute a livello mondiale e di riflesso hanno cambiato la criminalità, che non solo è mutata nelle sue peculiarità tradizionali, ma in alcuni casi vede l’introduzione di forme che prima non esistevano».
E proprio nell’ottica del cambiamento, anche l’opinione pubblica è mutata nei confronti del crimine: «Determinati crimini vengono percepiti in modo differente, così come è differente la reazione sociale di fronte a certi tipi di comportamento. Alcuni timori e atteggiamenti possono essere in parte spiegati da quelli che sono i mutamenti sociali: pensiamo ad esempio alla famiglia. Esistono forme di criminalità che si verificavano anche in passato, ma che ora non sono assolutamente tollerate. Oppure ai fatti di cronaca, anche recenti nel Modenese, che coinvolgono minori».
Un mondo, quello della Criminologia, in continua evoluzione dunque e che fino a domani avrà Modena come capitale.—
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