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Nucleo: la casa nuova dell’ingegnere è senza allacciamenti di luce, acqua e gas

Arianna De Micheli
Nucleo: la casa nuova dell’ingegnere è senza allacciamenti di luce, acqua e gas

A Medolla in visita a un edificio unico in Europa creato da Guagliumi  per ottimizzare l’energia prodotta da fonti rinnovabili o geotermiche 

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la visita



In principio fu un volo pin

darico. «Un volo di fantasia intrapreso con la mia famiglia, quasi fosse un gioco. Abbiamo sognato insieme».

Ed ecco che, passo dopo passo, l’ingegnere Franco Guagliumi trasforma il sogno condiviso in realtà concreta. Nasce così il Nucleo, edificio ad impatto zero. Di fatto un microcosmo del tutto autosufficiente. «Anche dal punto di vista alimentare. Biologico non è soltanto una bella parola da relegare in un cassetto. Mia madre ha sempre coltivato un orto e con un orto io sono cresciuto. Comprare il prezzemolo? Un’assurdità».

Come il Nucleo in Europa nessuno mai. È la prima abitazione totalmente svincolata da utenze di rete. Sia in ingresso, ossia in termini di energia elettrica, acqua e gas, sia in uscita (rete fognaria pubblica). E se è vero che ad un primo sguardo la struttura appare lineare e senza fronzoli, tradizionale insomma, è altrettanto vero che basta varcarne l’uscio perché la musica cambi. Il Nucleo vive di vita propria. Ricava tutta l’energia di cui ha bisogno da fonti rinnovabili e fa tesoro degli scarti. «Questa è la cella frigo. Funziona con lo scarto del geotermico. Prego…» Restiamo congelati ancor prima di superare la soglia. In sintonia con la cucina openspace, una piazza d’armi, la gelida cella pare la dispensa di Pantagruel. A breve avremmo scoperto che soltanto le camere al primo piano sono a misura d’uomo. Accoglienti, ma non abbastanza confortevoli per trascorrerci l’intera giornata. «Non desidero che i ragazzi restino chiusi nelle loro camere più del necessario – chiarirà senza mezzi termini il nostro ospite - devono sentire l’esigenza di uscire». Uscire dal guscio. Anzi, dal Nucleo. Un mondo a sé con tanto di piscina interna, tavolo da biliardo e serra con copertura scorrevole. Copertura che, al pari della facciata a sud, ospita l’impianto fotovoltaico. Ovvero 152 moduli monocristallini la cui potenza nominale è pari a 43,32 kilowatt picco (il kilowatt picco, kWp, è l’unità di misura che viene utilizzata per indicare la potenza istantanea erogata da un pannello fotovoltaico in condizioni standard, ndr). In pancia alla serra un enorme banano, alberi d’arancio, limoni, piante di fragole e di peperoncino bicolori, foglie extralarge di salvia e di basilico, diverse varietà di menta e rosmarino. Emblema di biodiversità, la coltivazione dell’orto di casa Guagliumi segue i principi dell’agricoltura sinergica. Ricoperta da un manto, alias pacciamatura, la terra deve farcela con le proprie forze. Bandito l’intervento dell’uomo, nessuna intromissione. Vietato tanto l’uso delle sostanze chimiche quanto il nutrimento organico. Ma la sorpresa più gradita al cuore, e al palato, si palesa in alta quota. Al secondo piano, sul tetto della casa. Qui, accanto alle more, oltre alle piante di melograno, duroni e prugne, alla vite e al luppolo, prosperano arbusti ancora carichi lamponi. Scomparsi dai boschi, ritrovati a Medolla. In un pomeriggio di fine settembre. Tuttora in fieri, seppur in dirittura d’arrivo, il Nucleo è già abitato. Decisamente abitato: una famiglia con tre ragazzi adolescenti, quattro cani, un gatto indifferente all’ingombro canino, cinque galline ovaiole, due pulcini in crescita, un gallo con il piglio del lottatore di wrestling. Dal canto nostro, sopraffatti dall’imponenza e rapiti dai dettagli – ad esempio i colori caldissimi dei bagni con le pareti tappezzate a mosaico - rischiamo di perdere di vista la portata innovativa del progetto.

Ripartiamo dunque dalla dichiarazione d’intenti di Franco Guagliumi: «Non è una mera questione di risparmio energetico. Si tratta piuttosto di gestire l’energia che abbiamo a disposizione».

Costituita da una struttura portante in travi e pilastri di calcestruzzo armato, il Nucleo onora i più recenti criteri antisismici. Le pareti di tamponamento esterne sono state realizzate con blocchi in laterizio rettificato fonoassorbente e termoisolante. «A fine ciclo di utilizzazione, ossia nel momento in cui si dovesse definire la demolizione dell’edificio, possiamo garantire un recupero di materiale pari al 94%» puntualizza Guagliumi.

Per poi aggiungere: «Ho siglato con il Comune di Medolla un accordo con cui mi impegno ad organizzare corsi di formazione relativi alla costruzione di immobili ecocompatibili. Corsi pensati ad hoc tanto per figure tecniche e per studenti, quanto per le maestranze edili che operano sul territorio. La volontà è dunque quella di “fare scuola”, di educare le persone all’autosufficienza. “Oltre ad un sistema di recupero dell’acqua piovana con capacità di raccolta di circa 120 metri cubi, il Nucleo si avvale di un impianto di potabilizzazione ad osmosi inversa. La depurazione delle acque reflue è possibile grazie all’impiego di un filtro percolatore anaerobico». E ancora: «Per la produzione di energia termica e di condizionamento estivo è stata installata una pompa di calore geotermica della potenza di 30 kilowatt. Pompa che, completa di modulo per il raffrescamento attivo e passivo, garantisce la copertura dell’intero fabbisogno del complesso».

Sette le sonde geotermiche verticali che, poste ad una profondità di cento metri, permettono uno scambio costante di energia termica con il terreno. Il risultato? Un microclima ideale in inverno come pure d’estate. Ma se mai la pompa dovesse andare in tilt?

«Ho sempre pronto il piano B - sussurra divertito il padrone di casa - una caldaia a biomasse ad elevata efficienza». Che entra in funzione solo in caso estremo di necessità (backup). Nulla sfugge al controllo di Guagliumi. All’ingegnere basta infatti lo smartphone per monitorare ogni virgola della sua casa. Potere della domotica. «Un edificio come il Nucleo, autonomo dal punto di vista energetico ma al medesimo tempo votato al comfort, non può prescindere da un sistema di gestione completamente automatizzato». Un prototipo inedito, privo al momento di termini di paragone. —

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