«Un centro multiservizi che arriva dal passato»
L’assessore Andrea Bosi soddisfatto per l’evoluzione di questi spazi «Tabella di marcia rispettata. Sarà un fiore all’occhiello del centro»
L’INTERVISTA
«SI tratta di un cantiere dalle problematiche complesse - spiega il direttore del lavori Roberto Lugli, 40 anni in Comune dal 1979 - che abbiamo risolto per quanto riguarda l’impiantistica e il profondo risanamento del cemento armato che costituisce la struttura risalente agli anni ’30 del Novecento».
Il dirigente pubblico ogni giorno gestisce una serie di tecnici, tra cui operai e archeologi: «Abbiamo fatto la piacevole scoperta delle piastrelle originali che riusciamo a salvare, abbiamo giusto eseguito dei saggi di pulitura grazie alla azienda specializzata Alchimia. In particolare salvaguardiamo soprattutto le aree dove stavano i locali dell’ex barbiere e degli ex bagni».
Alla visita guidata ieri era presente anche l’assessore ai lavori pubblici Andrea Bosi che in questi mesi - spiegano i tecnici pubblici - segue molto da vicino il cantiere di piazza Mazzini. «Ormai - spiega l’amministratore - siamo alle battute finali per quanto riguarda il secondo stralcio dopodiché entro novembre in giunta decideremo per la terza a ultima fase. Stiamo rispettando la tabella di marcia e sceglieremo presto gli arredi per avere nel 2020 un hub al servizio della città sotto una piazza riqualificata a servizio di cittadini e turisti». Lo spazio vedrà diverse funzioni: «Sono spazi polifunzionali - prosegue Bosi - che vedono al centro il recupero degli ex bagni trasformati in wc attuali, un servizio di cui in centro c’è bisogno. Poi avremo una piccola area conferenza per 50-60 persone a sedere e aree per internet e co-working per interessati e progetti. area con postazioni internet. Ho anche un pensiero per i tanti commercianti di questa piazza centrale: mi rendo conto che il cantiere causa disagi soprattutto a loro e li ringrazio per la pazienza dimostrata in questo anno e mezzo di lavori. Comprendo che significa aprire la saracinesca davanti a un cantiere, ma poi i negozianti potranno rifarsi lavorando su una piazza riqualificata. In centro ci sono tanti cantieri pubblici e privati, ma ciò dimostra una città in movimento che ha voglia di migliorare».
In cantiere anche l’archeologo Gianpaolo Amadori della società Athena: «Seguiamo il cantiere fin dall’inizio e abbiamo fatto varie scoperte, tra cui oggetti che, in accordo con la Soprintendenza, finiscono al Museo civico. Oltre a ceramiche e piccoli oggetti d’uso del 1400 e 1500 abbiamo anche individuato i resti delle fondazioni delle case del vecchio ghetto ebraico, a partire dal ‘600. Individuate anche le tracce della alluvione a Modena del 559 d.C.». —
S.L.
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