Seguendo la vite: all'origine della gioia
Da dove nasce, come cresce e come si segue il percorso che porterà alla formazione del grappolo? Il vino buono si fa in vigna e il compito dell’uomo dovrebbe essere solo quello di aiutare questa meravigliosa pianta rampicante, assecondandone lo sviluppo naturale con l’amore che permette di arrivare ad un grande vino.
MODENA Da dove nasce, come cresce e come si segue il percorso che porterà alla formazione del grappolo?
Il vino buono si fa in vigna e il compito dell’uomo dovrebbe essere solo quello di aiutare questa meravigliosa pianta rampicante, assecondandone lo sviluppo naturale con l’amore che permette di arrivare ad un grande vino.
La vite ha un ciclo “vitale” che nel caso delle piante nate per talea o per innesto, la rende improduttiva per il primo periodo da 1 a 3 anni, a cui fanno seguito 25-30 anni di fecondità crescente ed infine una fase di vecchiaia in cui sarà sempre meno prolifica.
Durante la fase produttiva la vite compie il ciclo annuale che comprende varie fasi fenologiche ed è a sua volta diviso in due sottocicli: quello “vegetativo” parte in inverno con la fase del “pianto”, quando la linfa risale il tronco ed esce a gocce (lacrime) da dove è stato potato, a questa fa seguito la nascita dei germogli che crescono fino ad agosto quando con l’agostamento formano una corteccia, importante per le annate successive, e tornano, dopo la caduta delle foglie, ad una nuova fase di riposo.
Il sottociclo “riproduttivo” avviene sugli stessi germogli del ciclo vegetativo e prevede la formazione dei fiori verso fine maggio, la trasformazione di questi in grappolini, detta allegagione, e l’accrescimento di questi ultimi fino a quando con l’invaiatura a metà agosto, da verdi diventano rossi o gialli e cominciano a maturare fino alla vendemmia, uno dei momenti più belli e suggestivi in grado di far volare la fantasia su ciò che troveremo nel calice. —
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