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«Centomila euro di anticipo e due anni di affitto: ora basta»

«Centomila euro di anticipo e due anni di affitto: ora basta»

L’amarezza e la speranza delle persone che in questa vicenda  hanno temuto di perdere i risparmi di una vita e di restare senza tetto 

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IL RACCONTO

C’è Giancarlo, che quando il cantiere si è bloccato ha dovuto prendere una casa in affitto con la moglie, affrontando un trasloco imprevisto. E poi c’è Luigi, che oggi potrebbe godersi il suo appartamento con la moglie e la bimba di dieci mesi, se non fosse stato costretto a rimanere nella vecchia casa con la paura di aver perso un sacco di soldi. E c’è Moris, che la casa l’aveva comprata per il figlio, è che ora guarda al futuro con un sorriso: «Sembra che le cose si siano mosse, ci speriamo tanto, con tutto quello che abbiamo passato…». Al civico 120 di via Divisione Acqui, davanti al grande condominio bianco del cohousing, ci sono tutte le 18 famiglie che tra il 2015 e il 2017 avevano comprato uno dei 20 alloggi della palazzina. E con loro c’è la speranza di potersi lasciare alle spalle tutto quello che è successo, con una casa comprata ma inutilizzabile, e il rischio di veder svanire i risparmi di una vita. «Quattro anni fa ho pagato 100mila euro per comprare un appartamento qui - spiega Giancarlo Bassi - ma poi tutto si è bloccato, solo che io avevo già venduto casa mia, e giustamente il nuovo proprietario voleva entrare». Di conseguenza, Giancarlo e la moglie hanno dovuto prendere una casa in affitto, dove vivono ancora oggi: «Adesso guardiamo avanti - sorride - le cose sembrano essersi sbloccate, speriamo di poter entrare presto nella nostra casa». Vicino a lui c’è Luigi Ferraboschi, giovane padre di famiglia che confidava di poter passare il Natale del 2017 nella nuova casa: «Ci siamo interessati a questo condominio perché faceva parte delle abitazioni legate al bando giovani coppie - spiega - ma poi il cantiere si è bloccato, e anche se avevamo la possibilità di rimanere nella “vecchia” casa, la grande paura era quella di perdere i risparmi nostri e dei nostri genitori. E’ stato un periodo difficile, ma ora le cose si sono mosse: speriamo di poter arrivare al più presto al rogito, per passare poi alla fase dei lavori». Con loro c’è anche Marcella Grosoli, l’avvocato che segue 14 delle 18 famiglie: «E’ stata durissima - spiega - ma ora sono fiduciosa. A breve dovremmo riuscire ad andare a rogito, poi partiremo con i lavori». —

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