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Mattia, Luna e Yaja, che tridente In bici di corsa contro il tempo

Enrico Ballotti

Il 40enne di Soliera è tra i più importanti atleti di bikejoring «Attacco i miei cani al manubrio e ci aiutiamo a vicenda a tirare» 

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la storia



Quando Mattia Fognani racconta della sua grande passione per il bikejoring, la memoria va alle letture scolastiche, ai cani che, attraversando panorami innevati, trascinavano le slitte nel romanzo Zanna Bianca di Jack London. Sì perché il bikejoring è ispirato, ma solo ispirato, a questa attività puramente nordica. A confermarlo proprio Fognani che ha 40anni, è di Soliera e di mestiere fa il metalmeccanico. Ma Mattia è soprattutto il padrone di due cagnoline: Luna e Yaja, rispettivamente bracco tedesco di 4 anni e pointer german di 5.

«Siamo una squadra di atleti a tutto tondo - dice - ci alleniamo in simbiosi e da un anno siamo protagonisti del circuito nazionale ed internazionale del bikejoring».

Non resta che analizzare a fondo la disciplina: «Si tratta di un’attività che si ispira alle slitte tirate dai cani. Le stesse imbragature sono indossate dal cane che, però, non è collegato ad una slitta bensì ad una bicicletta (direttamente al mezzo o al padrone che è al manubrio). Differenza importantissima: non si tratta di un traino vero e proprio, ma di un dare e avere. Un binomio, io cerco di aiutare il cane quando fatica e il cane aiuta me quando invece sono in difficoltà».

Uno sport insolito che sta ottenendo un discreto successo: «Le corse sono in Lombardia e in Umbria, ma anche sulle montagne della Valle d’Aosta e del Trentino. Si gareggia solamente con temperature sotto i 22 gradi, il troppo caldo sarebbe pericoloso per il cane».

Cane che è atleta al pari del ciclista: «Certo. Allenamento, giusta alimentazione e massima attenzione alla salute. Luna e Yaja seguono una dieta specifica, a casa ho un frigo solo per loro. Sono in contatto con una nutrizionista che mi consiglia. Importantissimo, soprattutto per i cani, è il gioco. Nessuna costrizione, ci mancherebbe altro».

Così sono arrivati i primi successi: «Con Luna abbiamo vinto la Coppa Italia e siamo stati selezionati dalla nazionale per gli Europei in Belgio. Alla manifestazione ho scelto di partecipare con Yaja che, però, è entrata in “calore” proprio durante la gara. Troppo pericoloso e così abbiamo abbandonato. Prima la salute del cane».

Le competizioni si sviluppano in percorsi di 6 chilometri, la lotta è contro il tempo: «Io, Luna e Yaja - dice Mattia - siamo scalatori puri. Ci esaltiamo quando c’è la salita. Serve grande preparazione e fiducia tra cane e padrone. Basti pensare che si raggiungono i 42 chilometri orari in percorsi carrai. E, per di più, il cane è abituato a prendere sempre le traiettorie più strette e quindi si rischia parecchio. Ma di una cosa sono certo: loro non mi porteranno mai fuori strada». —

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