Ospedale Ramazzini un libro racconta cent’anni di sanità e di storia cittadina
Firmato da Silvano Cabri, Giuliana Lusuardi e Danilo Morini il volume è nato «sfogliando agende di lavoro di 25 anni»
«Ho lavorato 25 anni al Ramazzini e ho tenuto quotidianamente un diario. Sfogliando quelle 22 agende mi è venuta un’idea: perché non scriviamo un libro?». A parlare è il dottor Silvano Cabri, uno degli autori, insieme alla ricercatrice Giuliana Lusuardi e all’onorevole Danilo Morino del libro intitolato “L’Ospedale Ramazzini di Carpi”. Non si tratta di un semplice amarcord dei 100 anni di storia dell’ospedale carpigiano, ma una vera e propria opera di documentazione, con tanto di immagini e documenti d’epoca di un percorso a ritroso che porta alle origini del Ramazzini. Ed è un’emozione, per chi conosce l’ospedale, rivederlo facendo un tuffo nel 1922, quando tutto intorno era campagna e i primi reparti erano composti non di certo dalle attrezzature all’avanguardia di oggi. Il volume, edito Vittoria Maselli con il patrocinio del Comune e il sostegno della Fondazione Crc, è stato presentato ieri mattina all’auditorium Loria con la partecipazione di numerosi protagonisti della sanità carpigiana.
Il libro è suddiviso in capitoli: nel primo si parla dell’evoluzione dei servizi. Si passa, poi ad affrontare il tema dell’ospedale oggi, dalla direzione sanitaria alla farmacia ospedaliera. Un capitolo è invece dedicato a primari come Carlo Carapezzi, Tiziano Tessari, Gabriele Greco. Si passa, infine, alle testimonianze di altri medici e all’album di famiglia del Ramazzini con tantissime foto ricordo in cui si vedono altri medici apprezzati e ricordati con affetto come il chirurgo Giampaolo Cammarota. Seguono l’appendice con la biografia del cavalier Guido Molinari, fautore di importanti donazioni all’ospedale.
«Il libro è stato scritto con il cuore da chi ha vissuto nascita e crescita dell’ospedale di Carpi - afferma Stefania Ascari, direttrice Ausl del distretto - Fa provare riconoscenza e ammirazione in chi ha portato avanti un percorso che dura 100 anni».
«Questo ospedale meritava un lavoro di ricostruzione come quella fatta nel volume - afferma l’autrice Giuliana Lusuardi - Si tratta di una struttura che esprime grandi eccellenze: una fra tutte, l’oncologo Fabrizio Artioli».
Profondo conoscitore della storia di Carpi, Dante Colli è intervenuto elogiando il lavoro fatto «per storicizzare il racconto dell’ospedale: facile, infatti, ricordare il presente, ma anche dimenticare il passato».
Anna Molinari, figlia di Guido ha ricordato come il «Ramazzini sia un’eccellenza e mi dispiace un po’ che si sposti dal centro, nel caso venga costruito l’ospedale nuovo. Io sono molto affezionata al Ramazzini per tutto il lavoro fatto da professionisti buoni, bravi e gentili e tramite le apparecchiature».
«L’ospedale è un luogo di relazioni umane, oltre che fisico, che ha la sua centralità nella nostra città - aggiunge il sindaco Bellelli - Dopo 100 anni il nostro Ramazzini dev’essere rinnovato, ma nel farlo non dobbiamo perdere l’anima che l’ha fatto amare». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
