«Sono foglietti spessi come un atomo dalle mille proprietà»
Palermo vicepresidente di Graphene Flagship «È un conduttore flessibile e resistente»
l’intervista
«È il materiale più sottile al mondo, spesso un solo atomo. Più sottile di così è impossibile». Il professor Vincenzo Palermo, vicedirettore di Graphene Flagship, scatta una precisa fotografia di un qualcosa che l’occhio umano non può vedere: «Dobbiamo immaginarlo come fogliettini nanometrici - prosegue - ma larghi, robusti ed estremamente flessibili. Se un fogliettino di grafene fosse spesso quanto un lenzuolo sarebbe largo come un campo da calcio. Inoltre conduce benissimo elettricità e calore. Ha potenzialmente applicazioni in tutti i campi conosciuti. E quindi come rinforzo meccanico nei compositi, conduttore in elettronica, sensore nelle telecamere o nelle batterie».
Come si ottiene e quali costi ha?
«La grafite è come un libro che contiene miliardi di fogliettini di grafene. All’inizio i costi erano elevatissimi: milioni di euro per ottenerne un centimetro quadrato. Con la tecnologia abbiamo trovato modi sempre migliori per produrlo e ora lo otteniamo su vasta scala, nell’ordine delle tonnellate, con costi più contenuti».
Quali sono i risvolti ambientali?
«Esistono vari tipi di grafene e non ci sentiamo ancora di dare una risposta precisa per tutti. Alcuni sono già stati testati con varie cellule e con test standard: i risultati sono interessanti e non si nota una tossicità particolare. Dal punto di vista ambientale dobbiamo ricordarci che si tratta di un nanomateriale e quindi si aggiunge alla plastica in quantità minime, 1 o 2%: già così riesce a migliorarne le qualità. Ma a differenza della fibra di carbonio la plastica con grafene si può riciclare. Ricordiamoci che l’obiettivo per il futuro non è eliminare la plastica ma impedire che finisca nei nostri mari».
Come sarà utilizzato dall’industria?
«In commercio ci sono già prodotti, soprattutto sportivi: ad esempio nelle biciclette da corsa, sia nella gomma sia nel materiale composito della ruota, quindi in qualcosa di rigido e in qualcosa di flessibile a testimonianza della sua versatilità. Per il futuro i campi sono svariati: pensiamo ad esempio a elettrodi per il cervello o sensori da applicare sulla pelle per monitorare i parametri vitali o gli inchiostri conduttivi».
Non esistono confini per questo “foglietto magico”. —
GIB
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