Via Acqui, si punta ad entrare nel 2021
Tutti i proprietari hanno partecipato alla giornata di “cantiere aperto” contro l’abbandono. Ma ora c'è il problema infiltrazioni
In fondo a sinistra, al piano terra, c’è addirittura una sorta di foresteria: l’idea è quella di dare la possibilità ai condomini di ospitare un amico o un parente in visita se in casa non c’è spazio. E poi c’è la “sala tranquillità”, pensata per sfogliare un libro o fare due chiacchiere con il vicino.
Spostandosi ancora un po’, si arriva allo spazio lavanderia-stenditoio: gli attacchi sono predisposti per ospitare due lavatrici industriali, magari da far funzionare durante il giorno, in modo da sfruttare i pannelli solari. E poi, naturalmente, c’è la grande sala conviviale: uno spazio enorme pensato per le feste dei bambini, o magari per fare una bella cena tutti insieme per Natale.
Gli spazi, insomma, sono molto interessanti, come lo era la prospettiva delle 18 famiglie che hanno comprato casa: peccato che nel frattempo ci siano stati i problemi della cooperativa, che hanno portato al blocco del cantiere per quasi due anni. Ma ora, i 19 acquirenti - l’ultimo è arrivato la settimana scorsa - del condominio di cohousing di via Divisione Acqui 120 vogliono lasciarsi alle spalle le disavventure del complesso e guardare avanti. E’ questo l’obiettivo delle due giornate del “Cantiere Aperto”, che ieri pomeriggio (e questa mattina si replica) ha portato le famiglie che hanno comprato casa nel grande condominio bianco a ritrovarsi nel cantiere, insieme al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e all’assessore Anna Maria Vandelli, mentre l’unico appartamento non ancora venduto è stato visitato da alcuni cittadini interessati. «Un’iniziativa che punta a far ripartire il cantiere bloccato da marzo 2018 - conferma l’assessore Vandelli - superando così la situazione di stallo e di abbandono, incentivando la ripresa del cantiere».
Cantiere fermo da oltre un anno e mezzo, dunque, a causa delle difficoltà riscontrate dalla Cooperativa edificatrice Modena Casa per una gestione non chiara, mentre il Comune, con l’aiuto di Banca Etica, finanziatrice dell’intervento, si è impegnato a sciogliere la situazione di stallo. In seguito all’assegnazione dell’ultimo alloggio e di alcune autorimesse e cantine rimasti liberi, sarà infatti possibile chiudere le pendenze con l’istituto di credito e completare la vendita di tutti gli alloggi in tempi strettissimi, in modo da consentire di attivare gli interventi necessari al completamento dei lavori e a garantire il monitoraggio nel cantiere per evitare nuovi episodi di accessi non autorizzati. Ma dopo lo sblocco della situazione - tramite una delibera comunale che ha dato l’ok alla vendita al grezzo degli appartamenti - quanto ci vorrà prima di poter entrare nelle case?
Se, come auspicano i proprietari, si riuscirà ad andare a rogito entro fine anno, poi si potrà partire con i lavori, la cui durata è stimata in circa otto mesi: nelle case mancano ancora tutte le finiture, e in più ci saranno da risolvere alcuni problemi, come le tante infiltrazioni causate dal ristagno di acqua piovana, molto visibili soprattutto sul soffitto del salone comune. E’ probabile, insomma, che gli inquilini potranno entrare nei loro appartamenti nel 2021. —
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