A Ravarino nuovo impianto da 55 milioni di pezzi l’anno
Netto incremento della produzione di pomodoro industriale grazie alla linea installata in un ex magazzino. Il successo all’estero dei prodotti in brick
La produzione di pomodoro industriale nel Modenese compie un balzo significativo grazie allo stabilimento di Ravarino del Gruppo Conserve Italia, dove è entrato in funzione un impianto in grado di produrre 55 milioni di pezzi all’anno: una nuova linea produttiva per polpe e passate di pomodoro in Tetra Recart con una capacità produttiva di 75mila tonnellate annue di materia prima.
La nuova linea si estende su 3.000 metri quadrati in un'area dove prima c'era un magazzino.
Conserve Italia è un Gruppo cooperativo con sede principale a San Lazzaro di Savena (Bologna), leader in Italia nel settore della trasformazione alimentare, che associa 14.000 produttori agricoli e lavora 600.000 tonnellate di frutta, pomodoro e vegetali in 12 stabilimenti produttivi, di cui 9 in Italia, 2 in Francia e uno in Spagna. Il fatturato del Gruppo Conserve Italia è di circa 900 milioni di euro. Il Gruppo dà lavoro in Italia a oltre 3.000 persone tra lavoratori fissi e stagionali e detiene marchi storici come Cirio, Valfrutta, Yoga, Derby Blue e Jolly Colombani.
Nello stabilimento di Ravarino sono stati investiti circa 7 milioni di euro e l’impianto è entrato in funzione con la campagna del pomodoro dell’estate: grazie al suo livello tecnologico e di automazione, può lavorare fino a 12.000 pezzi l'ora e ha già prodotto 10 milioni di brick, la metà dei quali di pomodoro bio, soprattutto per l'export. Così la capacità dello stabilimento in termini di pezzi (scatole, bottiglie, brick) è aumentata di oltre il 20%, passando da 74 a 90 milioni all'anno. E si è generato un impatto occupazionale, con 25 lavoratori stagionali in più assunti durante la campagna e impiegati su tre turni. Il pomodoro confezionato in brick è un prodotto che ha un mercato modesto in Italia ma importante nel Nord Europa, dove viene attuato un export significativo.
«Con questa nuova linea - ha commentato il presidente di Conserve Italia, Maurizio Gardini - puntiamo ad accrescere la nostra presenza nei prodotti a elevato valore aggiunto, a partire dalle polpe, sempre più richieste nei mercati internazionali. Durante la progettazione abbiamo dedicato grande attenzione alla riduzione dell'impatto ambientale, scegliendo di installare l'illuminazione a led con un risparmio di 20.000 Kwh all'anno, pari a nove tonnellate di Co2, mentre il raffreddamento dei brick si realizza mediante un circuito chiuso di acqua con pompe automatizzate che permettono il massimo contenimento dei consumi elettrici e un risparmio idrico del 90% rispetto ai sistemi tradizionali».
«Dal 2014 abbiamo deciso di puntare su Ravarino per pomodoro e legumi biologici, arrivando a concentrare solo qui la produzione – ha detto il d.g. di Conserve Italia, Pier Paolo Rosetti - Negli ultimi tre anni abbiamo investito oltre mezzo milione di euro per potenziare queste linee, tanto che il pomodoro bio è quadruplicato, da 3.000 a 12.000 tonnellate, spinto dalla domanda dei mercati internazionali, in particolare del Centro e Nord Europa, dove viene commercializzato con il marchio Cirio, mentre per l’Italia abbiamo lanciato la gamma Valfrutta Bio».
Conserve Italia ha scelto lo stabilimento di Ravarino anche per completare il progetto di recupero della coltivazione del cece, lavorato grazie a un innovativo impianto: «Nel 2013 abbiamo acquistato una linea di selezione di legumi secchi per rispondere alla crescente domanda di materia prima di origine italiana - ha concluso Rosetti - così la lavorazione di ceci e legumi è più che triplicata arrivando a 4.000 tonnellate».
Nei giorni scorsi presso lo stabilimento di Ravarino si è tenuto un Open Day cui hanno partecipato, con le loro famiglie, molti dipendenti del Gruppo che lavorano presso altri stabilimenti. Alla giornata di visita allo stabilimento hanno preso parte anche l’assessore regionale Palma Costi e il sindaco di Ravarino, Maurizia Rebecchi. —
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