Gazzetta di Modena

Modena

Acquistato il Carani: riaprirà nel 2021

Gianluca Pedrazzi

Un gruppo di imprenditori e cittadini, guidati da Luca Mussini, lo rileverà per 2,5 milioni e poi altri 1,5 per ristrutturarlo

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Sono passati quattro anni esatti da quando il cedimento di un controsoffito mise fuori uso il teatro Carani, il cuore culturale di una città cresciuta a pane e piastrelle e diventata per tutto il mondo capitale della ceramica . Ma può una città di quarantamila abitanti non avere più un teatro, un cinema, un vero polo culturale? No che non può deve aver pensato Luca Mussini, imprenditore alla guida del gruppo Atlas Concorde e che come altri industriali del distretto - Stefani di System, Lucchese di Florim... - ha pensato bene che non si può vivevere solo di piastrelle e successo, ma si deve e si può riversare quanto avuto nella vita anche sulla città che ti ha visto crescere. Il teatro dove andavi da ragazzo. E quattro anni dopo quel 25 ottobre del 2014 in cui il Carani mise in scena l’ “inagibilità”, Sassuolo ritrova il suo amato teatro. Adesso è ufficiale: un pool di imprenditori guidato da Luca Mussini e famiglia e un gruppo di cittadini appassionati del teatro ha raggiunto l’accordo per acquistare dalla famiglia Carani (vari eredi che abitano tra il distretto e Milano) il teatro. Costo dell’operazione: circa 2,5 milioni per l’immobile. E il futuro? Qui viene il bello perché Mussini & Co. d’accordo col Comune e il sindaco Menani daranno vita a una Fondazione che sarà appositamente costituita per il completamento dell’operazione che prevede la donazionae dell’immbile al Comune e la raccolta di altri fondi, aprendosi alla città e a sassolesi benefattori. Firmato l’atto di compravendita con gli eredi Carani previsto a fine novembre, la neonata Fondazione sarà, infatti, protagonista, del secondo step dell’operazione. Con un altro milione e mezzo è già stato programmata la completa ristrutturazione del teatro (che aveva una capacità di 1280 posti, di cui 480 in platea) per arrivare ad alzare il palcoscenico e illuminare il primo cartellone che sancirà la rinascita del Carani nell’autunno del 2021.

A dare la bella notizia in una calda mattina d’autunno è lo stesso gruppo di imprenditori guidati dal “regista” Luca Mussini con un comunicato - via municipio - che plaude al sostegno del sindaco Francesco Menani, ma, nello stesso tempo, parte rendendo merito anche all’ex sindaco Claudio Pistoni quando nell’annuncio si ricorda “...un processo iniziato nei primi mesi del 2018 sotto l’impulso dell’allora sindaco Pistoni ....”. Che si potesse arrivare ad un accordo per il passaggio di mano del Carani lo si era capito da alcuni mesi ma di fronte ad un’intesa di massima nei giorni che precedevano le elezioni, pare che un ramo degli eredi Carani avesse frenato i contatti per evitare che ci fosse un’appropriazione politica dell’operazione. Così non è stato e passato il periodo elettorale, con la benedizione della nuova giunta Menani le trattative tra proprietà e il gruppo di imprenditori e cittadini in cui batte forte il cuore per far rinascere il teatro si sono rimesse in moto. E alcuni giorni fa una stretta di mano ha sancito l’intesa. L’iniziativa, definita con i vertici del Comune prevede la completa copertura finanziaria da parte dei promotori: il municpio non dovrà sostenere alcun costo. Nè per l’acquisto nè per la ristrutturazione, ma dovrà contribuire alla gestione del teatro che manterrà peraltro l’attuale denominazione e che sarà affidato in concessione alla Fondazione per nove anni. —



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