Gazzetta di Modena

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la studentessa “caregiver” 

Il ministro Fioramonti «Il caso di Erika ha risvegliato l’Italia»

S.A.

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«Il caso di Erika ha risvegliato l’Italia». Ha commentato così il ministro dell’Università Lorenzo Fioramonti la storia di Erika Borellini, studentessa 25enne di Rovereto alla quale era stata preclusa la possibilità di iscriversi alla facoltà di Ingegneria elettronica per un solo punto. Erika è anche una caregiver: si prende cura della madre colpita da aneurisma qualche anno fa. Un impegno che assolve con amore e a tempo pieno. E di fronte alla rigidità nell’applicazione del regolamento che impediva, per un solo punto, di iscriversi a Ingegneria, si assisteva a un vuoto normativo per quanto riguarda la tutela dei caregiver. Il ministro Fioramonti ha comunicato, su Rai Uno, la bella notizia del cambiamento di rotta: «Vorrei dire a Erika che la sua storia è servita a tanti studenti che si trovano nella sua stessa situazione. In collaborazione con il rettore dell’Università di Modena e Reggio abbiamo deciso che gli studenti caregiver verranno equiparati agli studenti lavoratori. Il caso di Erika ha risvegliato l’Italia». Questo significa poter beneficiare di due punti che a Erika garantiranno la possibilità di proseguire gli studenti nella facoltà prescelta. Grande gioia è espressa anche dal Movimento 5 Stelle carpigiano, che ricorda l’impegno della parlamentare pentastellata Maria Laura Mantovani nel portare fino al Ministero il caso Borellini. E la stessa Mantovani dice: «Apprendo con estrema soddisfazione l’annuncio del ministro Lorenzo Fioramonti in merito al caso di Erika Borellini. Da me interrogato sul tema, il ministro ha spiegato che i caregiver saranno equiparati agli studenti lavoratori. Confido che la risposta sia presto realtà. Ricordo che ho sentito sul tema il rettore uscente Angelo Oreste Andrisano, mettendo in contatto gli uffici ministeriali con quelli Unimore. Mi auguro che la risposta formale all’interrogazione giunga presto e garantisca risposte alle tante Erika Borellini in Italia». Da non dimenticare nemmeno le petizioni a sostegno di Erika, che hanno raccolto decine di migliaia di firme in tutta Italia. —

S.A.

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