«Tregua a dicembre per aiutare i negozi: stop a tutti i cantieri»
Confesercenti interviene dopo le denunce dei commercianti «Troppi i disagi, servono strutture meno impattanti»
Strutture meno impattanti e periodi di sospensione temporanea dei lavori, in modo di dare un po’ di respiro in più agli esercenti. La questione è quella dei cantieri in centro storico, che in diversi casi creano delle vere e proprie barriere davanti ai negozi, e a intervenire dopo la denuncia di alcuni commercianti di corso Canalchiaro è l’associazione Confesercenti Modena. Un problema aperto da tempo e legato al fatto che diversi cantieri (in gran parte privati) per la ristrutturazione degli edifici del cuore della città oscurano letteralmente le vetrine di alcuni negozi: è il caso di corso Canalchiaro, dove un grande cantiere aperto dalla primavera scorsa tra i civici 32 e 38, a pochi passi da piazza Grande, ha reso molto complicata la vita di tre attività commerciali. Proprio per questo, i titolari dei negozi, supportati da Omar Baraldi, titolare della Vacchetta Grassa e vicepresidente cittadino di Cna, hanno scritto una lettera all’assessore al Centro storico Andrea Bosi: la prima richiesta è quella di far sospendere i cantieri per il mese di dicembre, che per diversi esercenti del centro vale circa un terzo del fatturato annuo. Il problema è seguito attentamente anche da Confesercenti, che chiede più tutele per i commercianti: «Venerdì scorso ho personalmente incontrato l’assessore al Centro storico Andrea Bosi - spiega il responsabile sindacale per l’area di Modena Daniele Cavazza - per affrontare lo spinoso tema della convivenza tra le attività commerciali e i diversi cantieri attualmente attivi. All’amministrazione - incalza il rappresentante dell’associazione - abbiamo chiesto di correggere, nei modi e nei tempi compatibili con i lavori in corso, alcune scelte, avendo presente che le difficoltà legate all’accessibilità ai negozi e la scarsa visibilità di quanto esposto in vetrina determina immediatamente degli effetti negativi sulle vendite». Perdite che alcuni commercianti hanno stimato anche nel 40%, considerando che in diversi casi le vetrine sono oscurate dalle impalcature, e che molti cittadini passano dall’altra parte della strada quando si trovano di fronte ai cantieri. «Sappiamo che, spesso a causa della burocrazia, avere tempi certi sull’avvio dei lavori è pressoché impossibile - spiega ancora Cavazza - è però altrettanto vero che sin dalla determinazione delle regole cui si dovranno attenere le aziende esecutrici si possono introdurre criteri in grado di tutelare chi svolge attività commerciale. Ad esempio, si può fare imponendo strutture di cantiere sicure, ma il meno possibile impattanti, o indicando periodi - quelli durante i quali le vendite statisticamente si concentrano maggiormente - di sospensione temporanea. Inoltre, già da oggi, qualche miglioramento si può ottenere divenendo più rigorosi nei controlli rispetto agli spazi eventualmente occupati in modo improprio dai mezzi di cantiere o di chi ci lavora». E proprio per affrontare al meglio un problema sentito da diversi negozianti, l’associazione intende «mantenere alta la guardia affinché sia fatto ogni sforzo per contenere il più possibile i disagi dei negozi e della loro clientela, con un’attenzione particolare al periodo delle feste natalizie, spesso vitale per il buon andamento di un’intera stagione».
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