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Bonaccini pensa alla “sua Emilia” «Sfida aperta, siamo pronti a vincere»

Luca Gardinale
Bonaccini pensa alla “sua Emilia” «Sfida aperta, siamo pronti a vincere»

Lungo intervento del presidente e candidato Pd dopo la debacle alle Regionali: «Cinquestelle? Qui possiamo allearci»

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Il concetto è tutto nelle due righe che ha inserito nella foto in cui è (abbastanza) sorridente: «Emilia Romagna, tutta un’altra storia».

Del resto, oltre che a cercare una convergenza ormai difficile con il Movimento 5 Stelle, la decisione di andare a votare nell’ultimo giorno disponibile, il 26 gennaio, serviva proprio ad allontanare il più possibile il voto in Emilia Romagna da quello umbro. E a giudicare da com’è andata, la scelta si è rivelata azzeccata, tanto che lo slogan oggi è “noi siamo un’altra cosa”. All’indomani della debacle in Umbria, dove la candidata del centrodestra ha staccato di venti punti l’uomo scelto da Pd e Cinque stelle per la prima intesa giallorossa sul territorio, il presidente della Regione (e candidato del centrosinistra alle elezioni di fine gennaio) Stefano Bonaccini ha affidato le sue riflessioni ad un post sulla sua pagina Facebook: «La sfida in Emilia Romagna era e resta apertissima - esordisce il governatore - la vittoria della destra in Umbria è netta, ma quella era un’altra partita. Io resto fiducioso e sono convinto che si possa vincere, perché qui partiamo da una condizione molto diversa, sia per le cose fatte, ma soprattutto perché noi abbiamo un progetto per il futuro dell’Emilia Romagna, mentre i nostri avversari pensano solo a mandare a casa il governo nazionale».

La preoccupazione per la forza di Lega e Fratelli d’Italia c’è tutta, insomma, ma la convinzione è che Bologna e Perugia siano due realtà molto diverse: «In Umbria negli ultimi anni il centrosinistra aveva già perso quasi ovunque alle amministrative - ricorda Bonaccini - mentre qui ancora cinque mesi fa abbiamo vinto nell’80% dei comuni, ribaltando clamorosamente i risultati delle europee. In Umbria c’è stata una fine anticipata e traumatica della legislatura, qui invece abbiamo lavorato bene per cinque anni e l’Emilia Romagna ha scalato in questi anni tutte le classifiche possibili. Non siamo perfetti, anche qui ci sono problemi da risolvere e bisogni a cui dare risposte, ma se il Paese stesse come l’Emilia Romagna avremmo un’Italia molto diversa».

Ma a essere in dubbio, ora, è ovviamente la possibilità di allearsi con i pentastellati, anche se il presidente e candidato del centrosinistra crede ancora nella possibilità di trovare un’intesa: «In Umbria, l’accordo tra centrosinistra e Cinque Stelle ha risposto a una condizione di emergenza - incalza il governatore - arrivando a una candidatura neutra e ad un disarmo bilaterale per rendere possibile l’alleanza, mentre qui io posso essere in campo con la mia faccia, la mia storia e con quel che sto facendo. C’è un centrosinistra largo che si apre al civismo, e l’appello dei sindaci e le tante disponibilità che stanno arrivando a correre in una mia possibile lista civica dimostrano la capacità espansiva di questa esperienza di governo regionale. Lo ribadisco: se qui ci sarà un accordo coi 5 Stelle, sarà sui contenuti e sul progetto - aggiunge Bonaccini, rilanciando così su un’intesa nella quale ha sempre creduto più del suo partito - sono pronto a confrontarmi in qualsiasi momento per verificare insieme le tante cose che ci uniscono e per discutere anche laicamente delle cose su cui non siamo d’accordo».

Passando al centrodestra, Bonaccini fa notare che «la differenza più significativa che sta emergendo è che noi abbiamo un progetto per il futuro dell’Emilia Romagna, mentre i nostri avversari pensano solo a mandare a casa il governo nazionale. La Lega dirà qui quello che ha già detto ovunque, come se i territori e le peculiarità di ciascuna comunità locale non c’entrassero nulla, fossero solo un dettaglio, mentre sono il cuore dell’Emilia Romagna. Salvini sarà qui ogni giorno - avverte il candidato del centrosinistra - mettendosi sempre davanti alla Borgonzoni, e dirà che bisogna liberare l’Emilia Romagna, che è contro gli sbarchi, e che dobbiamo chiuderci. Noi gli risponderemo che l’Emilia Romagna è stata liberata 75 anni fa, ed è per questo che può venire qui e parlare liberamente. Ma soprattutto, gli diremo che qui vogliamo discutere di Emilia Romagna: lui è sempre il benvenuto, ma il giorno dopo le elezioni tornerà a Roma, mentre noi saremo qui. Ogni battaglia politica è legittima, ma noi dobbiamo discutere del presente e del futuro di questa Regione, perché le regionali servono a questo. La sfida sarà certamente molto dura - chiude Bonaccini - ma possiamo vincere, avanzando proposte migliori e più credibili di quelle avversarie. Ci rivolgeremo anche a chi vota a destra, ma può riconoscere che questa Regione è governata bene, meglio del resto del Paese». —



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