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Centrodestra, che caos Lite furiosa tra Lega e Fdi

L.G.
Centrodestra, che caos Lite furiosa tra Lega e Fdi

Duro scontro, dimissioni minacciate e post al vetriolo: in vista delle alleanze il dialogo è in salita. Borgonzoni: «Pronti a prendere anche l’Emilia Romagna»

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Guardando a come litigano, il Pd potrebbe anche preoccuparsi, perché vuol dire che sono pronti a diventare… forza di governo.

Fatto sta che mentre dem e Cinque stelle si leccano le ferite per le proporzioni della sconfitta umbra, a Modena tra le due principali forze del centrodestra volano gli stracci. E così, quello che era partito come un innocuo voto del presidente di quartiere, si è trasformato in uno scontro senza esclusione di colpi, con tanto di minacce di dimissioni, autoesclusioni dalle chat di gruppo, attacchi sulla stampa e repliche velenose via social. Tutto è iniziato con il voto al presidente del Quartiere 4, dunque, con i consiglieri della Lega (gli unici nominati in Consiglio per il centrodestra) che alla seconda votazione hanno dato l’ok a Carmelo De Lillo, il presidente indicato dal centrosinistra.

Una scelta che ha mandato su tutte le furie Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, che ha parlato di «atto politico gravissimo» e di «inciucio tra Lega e Pd», ricordando che i “meloniani” mai fiancheggeranno Pd e Movimento 5 Stelle.

E sull’onda della rabbia di Barcaiuolo, anche diversi militanti del Carroccio (quelli più vicini all’ala sovranista e a Fratelli d’Italia) hanno contestato il commissario cittadino Luca Bagnoli, che ha difeso l’operato dei consiglieri di quartiere. Ma l’ira dei “falchi” non si è placata, tanto che dopo una lite furibonda il commissario leghista ha annunciato le dimissioni, lasciando la chat dei militanti del Carroccio. Un caso rientrato solo con l’intervento del commissario provinciale Stefano Bargi, che - dopo aver riammesso Bagnoli nella chat... - ha rinnovato la fiducia nel numero uno cittadino, chiudendo la vicenda con un post al vetriolo contro il coordinatore Fdi: «L’astinenza da preferenze - ha scritto Bargi riferendosi a Barcaiuolo - a qualcuno fa proprio male».

Liti a parte, dopo il trionfo umbro il centrodestra è pronto a lanciare l’assalto all’Emilia Romagna: «La vittoria di domenica è una premessa straordinaria anche per la nostra Regione - fa sapere la senatrice Lucia Borgonzoni, candidata della Lega (in attesa del via libera dei “meloniani”) alla corsa di viale Aldo Moro - oggi è un giorno di festa per gli umbri e per tutti gli italiani. L’Umbria si è liberata di anni di malgoverno Pd e dell’alleanza delle poltrone con il Movimento Cinque Stelle. Vogliamo che il 26 gennaio possa essere un giorno di festa e di speranza anche per gli emiliano-romagnoli. Lavoro, serietà, passione, concretezza: questo la Lega ha dimostrato e sta dimostrando dove governa - incalza Borgonzoni - e il buon governo della Lega è una garanzia anche per le amministrazioni territoriali».

La sfidante di Stefano Bonaccini fa quindi notare che «una Regione come l’Emilia Romagna, che per potenzialità può aspirare a diventare la Baviera d’Italia, non deve accontentarsi, ma può puntare molto più in alto. Sono pronta a lavorare con tutti e per tutti - conclude l’ex sottosegretario - contando anche su una solida squadra di governatori che condividono una comune idea di futuro e che sono abituati a confrontarsi non sulle parole, ma sui risultati concreti messi a segno nell’unico interesse dei propri cittadini». —

L.G.

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