«Sono arrivato in fretta ma c’era troppo fumo»
Il custode racconta i drammatici momenti dell’allarme notturno che ha svegliato tutto il centro storico nella zona di via Lanfranco
le testimonianze
«Sono stato uno dei primi ad arrivare visto che abito a poche centinaia di metri e la situazione che ho trovato non era buona. C’era tantissimo fumo».
È la testimonianza di uno dei custodi che quotidianamente vigilano tra i tanti turisti che affollano la cattedrale romanica. L’uomo è arrivato appena è scattato l’allarme «da Sant’Eufemia, dove vivo, sono pochi minuti a piedi e mi sono spaventato molto una volta arrivato nel nostro lapidario: ho infatti aperto le due porte di accesso che danno sul cortile e sono stato investito, insieme ai pompieri, da tantissimo fumo. I vigili del fuoco avevano le maschere, mentre non ho potuto rendermi conto dei danni alle preziose opere lì custodite perché il fumo non permetteva di respirare. E dire che c’è un piccolo appartamento che ha finestre che danno all’interno del nostro lapidario, ma per fortuna ora è un appartamento non più abitato».
Tutta la zona è preoccupata per quel che è accaduto nella notte tra domenica e lunedì perché, se è vero che per fortuna danni alle persone non ce ne sono state, nel giro di poche centinaia di metri quadrati è conservata moltissima storia della città. Dal lapidario con i capolavori tutelati dall’Unesco al luogo dove si è sprigionato l’incendio, “preso” per fortuna in tempo dai vigili del fuoco, sono pochi metri. All’Archivio notarile distrettuale, un organismo statale, sono conservati tutti gli atti degli ultimi cento anni dei notai che hanno esercitato a Modena e provincia. «Vivo ad Ancona - spiega la responsabile Margherita Regini - e sono arrivata stamattina (ieri, ndr) perché nella notte è intervenuto un collega che vive a Modena. Il mio collega è giunto in corso Duomo praticamente subito visto che è suonato l’allarme e per fortuna ha rilevato che non ci sono stati danni alle nostre carte. Nei locali al piano terra dove ci sono le centraline ovviamente non teniamo i documenti del nostro archivio che sono al sicuro. Quello è un locale di servizio. In ogni caso il nostro ufficio negli ultimi anni ha eseguito una manutenzione puntuale delle nostre strutture e allarmi e per questo si è potuto evitare il peggio. L’intervento degli uomini è stato infatti molto celere». Nella notte anche i commercianti dell’area sono stati attirati subito nei loro negozi adiacenti all’Archivio a causa degli allarmi scattati subito. Ieri mattina, a dodici ore dall’incidente, gli elettricisti stavano ancora lavorando all’interno dei locali dell’Archivio notarile di corso Duomo. «E’ bruciato il quadro elettrico - spiegano - e le conseguenze sono state tutto sommato limitate, l’intervento è stato molto tempestivo e il danno risulta essere piuttosto contenuto». —
S.L.
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