Gazzetta di Modena

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la sentenza di appello 

Black Monkey, condanne dimezzate

Francesco Dondi
Black Monkey, condanne dimezzate

Cade l’accusa di associazione mafiosa per la famiglia Femia ma resta l’aggravante. Niente risarcimenti a Tizian e Comune

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Si sgretola in appello l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso comminata in primo grado alla famiglia di Nicola Femia e dell’organizzazione che governava le slot machine illegali in Emilia Romagna. Lo ha deciso il collegio di Bologna, presieduto dal giudice Luca Ghedini, che ha accordato forti sconti di pena ai principali imputati del processo Black Monkey. Per Femia, la pena è quindi scesa da 26 anni e 10 mesi a 16 anni e 5mila euro. Riduzioni sostanziose anche per i suoi figli Rocco (da 15 anni a 10 anni e 2.500 euro) e Guendalina (da 10 anni e tre mesi a cinque anni). Molti dei reati sono stati inoltre dichiarati prescritti, mentre alcuni imputati minori sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato oppure perché il fatto non sussiste. Formule che hanno riguardato anche alcuni capi d’imputazione per la famiglia Femia.

In compenso per altri capi d’imputazione viene confermato l’articolo 7, ossia il metodo mafioso per atteggiamenti riscontrati e certificati anche dal secondo grado di giudizio.

Ma la sentenza, che restituisce parte dei beni sequestrati, è una mazzata anche per i risarcimenti inizialmente disposti nel febbraio 2017. A Giovanni Tizian, che proprio per le sue inchieste giornalistiche sulle slot illegali finì sotto scorta perché minacciato di morte, vengono tolti 100mila euro; un milione alla Regione; 50mila euro all’Ordine dei giornalisti e altrettanti a Provincia e Comune di Modena; 200mila a Libera. Resistono soltanto, stando al dispositivo della sentenza, quello da 500mila euro per l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e quello da 200mila euro per Sistema gioco Italia.

La lettura del dispositivo - le motivazioni sono attese tra 90 giorni - arriva a metà pomeriggio quando in aula c’è anche Tizian. Che all’uscita analizza la situazione. «È caduta l’associazione mafiosa, ma ovviamente faremo ricorso in Cassazione, anche la Procura generale immagino - dice - Leggerò meglio la sentenza, mi sembra però che tutta una serie di reati siano andati in prescrizione, per me resta la gravità di un’organizzazione che per gli elementi sicuramente ha a che fare con le organizzazioni mafiose, su questo c’è poco da fare. Purtroppo - spiega senza nascondere l’amarezza - questo è il clima che c’è, un po’ ce l’aspettavamo: c’è stata Mafia Capitale e oggi Black Monkey, il problema sarà allora capire cosa è mafia e cosa no a questo punto, che ce lo spiegassero così potremmo capirlo meglio tutti».

Per Tizian “restano i personaggi che abbiamo visto durante l’inchiesta, quindi personaggi legati ai clan calabresi che per la corte d’appello evidentemente non è ndrangheta». —

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