Bper, accordo per ridurre l’organico con 1.289 uscite e 645 nuove assunzioni
Con i prepensionamenti già attuati si raggiunge la quota di circa 1.300 esuberi individuati all’avvio del Piano 2019-2021
Un accordo che i sindacati definiscono «novità assoluta per il settore». Il Gruppo Bper e le organizzazioni sindacali hanno firmato l'accordo relativo al Piano Industriale 2019-2021 che prevede una decisa riduzione degli organici. Oltre all'uscita di 1.289 dipendenti e a 645 nuove assunzioni, l'accordo prevede la stabilizzazione di tutti i contratti di apprendistato (37) e di tutti i contratti a tempo determinato (38) in essere, per 75 ulteriori ingressi. Spulciando tra i particolari, l’accordo prevede la cessazione volontaria, a partire dal 31 marzo 2020, del personale che abbia maturato o maturerà la decorrenza del pagamento della pensione entro il 1° gennaio 2022, con la corresponsione di un incentivo; la possibilità di richiedere l’adesione al Fondo di Solidarietà del settore, a partire dal 1° aprile 2020 e fino alla data di decorrenza del pagamento della pensione, per coloro che matureranno tali requisiti tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2025, con corresponsione di un incentivo; il ricorso ai piani di pensionamento e prepensionamento determinerà 1.289 uscite di dipendenti interni; l’assunzione di 645 addetti che permetterà l’acquisizione di nuove competenze e il supporto al ricambio generazionale.
La riduzione degli organici, con i prepensionamenti già attuati, consentirà il raggiungimento dell’obiettivo previsto a fine Piano Industriale (12.739 lavoratori) e contribuirà al calo complessivo di quasi 1.300 addetti rispetto alla forza lavoro di inizio Piano.
Alessandro Vandelli, Ad Bper, ha così commentato: «L’accordo siglato, in continuità con una positiva tradizione di concertazione che caratterizza le relazioni industriali del Gruppo Bper, permetterà di raggiungere importanti obiettivi previsti dal Piano industriale quali l’ottimizzazione della forza lavoro e la riduzione strutturale degli oneri del personale, oltre a favorire un importante ricambio generazionale e al contempo lo sviluppo di competenze professionali».
Secondo le reazioni dei sindacalisti di livello nazionale che hanno partecipato alla trattativa, le ricadute sul territorio modenese di questo accordo «sono decisamente positive», come sostiene l’avvocato Francesca Carnoso, responsabile nazionale Dipartimento giuridico di Fisascat Cgil. «Non solo - aggiunge Carnoso - perchè a Modena rimangono i settori più importanti della struttura del Gruppo Bper, ma anche per il fatto che dal punto di vista delle assunzioni il 20% delle uscite sarà reintegrato e rinnovato con nuovi innesti, percentuale che salirà al 50% soltanto per i territori del Mezzogiorno e della Sardegna, interessati in misura molto consistente dai prepensionamenti incentivati».
Soddisfazione per l’accordo è stata espressa anche dal sindacato bancari First Cisl nazionale: «L’intesa, che apre la strada alla fusione con Unipol Banca - dice il segretario generale First Cisl Riccardo Colombani - è una novità di assoluto rilievo per il settore bancario perché prevede un tasso di sostituzione di 1 a 2 tra uscite e nuove assunzioni. Consideriamo importante – aggiunge Colombani – che non siano state previste deroghe al contratto nazionale nel momento in cui è aperta con l’Abi la trattativa sul rinnovo».
Sulla stessa linea il segretario nazionale First Cisl Mario Garcea e il segretario di gruppo Tonino Usai: «Questo accordo rappresenta un segnale di attenzione per tutto il Mezzogiorno e soprattutto per la Sardegna».
«Le assunzioni a tempo indeterminato sono una risposta per i giovani che cercano un'occupazione, uno schiaffo alla precarietà e un valido supporto per i lavoratori in servizio già oberati da importanti carichi di lavoro». Queste le parole di Mattia Pari, segretario nazionale del sindacato autonomo Fabi. —
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