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Cmf, un altro mese senza gli stipendi Si spera in cinesi e cassa integrazione

D.M.

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PAVULLO. Parte la richiesta di cassa integrazione straordinaria per i lavoratori della Cmf Technology di Sant’Antonio, nel pieno di una crisi aziendale che ha portato il 16 ottobre al primo sciopero in 43 anni di storia.

Specializzata in automazioni per l’industria (soprattutto ceramica), la Cmf oggi è in liquidazione, appesa alla speranza di un compratore.

Il delicatissimo quadro è stato fatto ieri al Centro per l’Impiego di Modena nel tavolo di confronto convocato dall’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, a cui hanno partecipato oltre alle parti sindacali (Massimiliano Grazioso per la Fiom/Cgil e Paolo Roncarati per la Fim/Cisl, più le Rsu) e al liquidatore Paolo Ziggiotto, i sindaci di Pavullo (Luciano Biolchini) e Cavezzo (Lisa Luppi), rappresentanti della Provincia (Luca Gozzoli) e della Regione (Roberto Ferrari).

I sindacati hanno espresso tutta la loro preoccupazione per il rischio occupazionale a cui vanno incontro 40 operai a Sant'Antonio e 5 a Cavezzo nella controllata Cmf Greentech. Da parte sua, il liquidatore ha ribadito l’impegno nel trovare un compratore: pare esserci ancora interesse da parte del cinese con cui a settembre la trattativa si era improvvisamente bloccata a causa delle verifiche del governo cinese sull’investimento. Ne è emerso finalmente il nome: si tratta della multinazionale Keda, che l’anno scorso ha già acquisito il controllo della Icf Welko di Maranello, altra storica azienda produttrice di impianti per la ceramica.

Sembra esserci ottimismo sul buon esito dell'operazione, ma bisogna vedere se si concretizza, e con che tempi.

Di qui l’assoluta necessità di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria: dal tavolo è partita la richiesta di un incontro urgente al Ministero per lo Sviluppo economico per l’attivazione dell'ammortizzatore sociale per i 40 dipendenti della Cmf Technology.

I quali dopo quello di settembre non riceveranno neanche lo stipendio di ottobre, a causa del blocco della produzione per mancanza di fornitori (le commesse ci sarebbero, ma senza materiali non possono essere evase).

«La Regione – sottolinea in una nota Palma Costi - si attiverà, attraverso l’Agenzia per il lavoro per stipulare un accordo per le politiche attive, strumento necessario ad accompagnare gli ammortizzatori sociali. La priorità però è salvare i siti produttivi e l'occupazione».

Dalla cassa straordinaria sono comunque esclusi i 5 operai della Greentech, che essendo una realtà sotto i 15 dipendenti non ne consente l’attivazione.

I sindacati per parte loro sono alla ricerca di una soluzione alternativa, ma al momento non è stata trovata. —

D.M.

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