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Ieri sera altro tentativo fallito 

Greco o Prandini? Il rebus presidente blocca l’Area Nord

Greco o Prandini? Il rebus presidente blocca l’Area Nord

Centrodestra e Pd “nascondono” i loro candidati, non si vota perchè nessuno ha i numeri. L’Aventino di Boetti e Venturini 

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MIRANDOLA. L’elezione del sindaco dei sindaci, ovvero del presidente dell’Unione dei Comuni Area Nord. Nulla di più complicato, a giudicare dalle nuove “meline” che si sono viste anche ieri sera all’ennesima convocazione del Consiglio dell’Unione, presso la sede municipale di Medolla. Il centrodestra, che assieme alle liste civiche avrebbe di per sè i numeri per uno storico avvicendamento, è paralizzato da settimane sulle rimostranze di due consiglieri di area, ma non così allineati: si tratta di Maurizio Boetti, presidente del consiglio comunale a Finale, e Stefano Venturini di Cavezzo. Il primo in rotta di collisione da tempo con la Lega Nord, tanto da costituire a Finale un gruppo autonomo. Il secondo infuriato con la Lega che alle comunali gli ha preferito un altro candidato, dividendo il fronte che avrebbe vinto il Comune. Entrambi in queste settimane hanno condizionato il loro voto favorevole alle “scuse” e magari alle dimissioni dal consiglio dell’onorevole Golinelli, quale referente principale della Lega sul territorio. Entrambi avevano anche indicato quale loro candidato il sindaco di Finale Sandro Palazzi, il primo che peraltro andrà in scadenza, in una Finale decisamente in subbuglio. Il centrodestra e - pur con qualche distinguo - le liste civiche invece puntano sul sindaco di Mirandola, Alberto Greco (Lega).

Sul fronte opposto il Pd, che già aveva “concesso” l’elezione del presidente dell’assemblea (Bruno Fontana di San Prospero) non vuole cedere il ruolo di vertice dell’Unione che gestisce un rilevante bilancio da 32 milioni. Il Pd propone infatti alla presidenza la continuità, con il sindaco di Concordia, Luca Prandini. Ma anche i Dem non hanno i numeri per l’elezione, con in bilico anche l’unico voto rimasto ai 5 Stelle, quello del finalese superstite, Mattia Veronesi.

Risultato, ieri sera è andata in scena una specie di commedia procedurale. La Lega (assenti tre consiglieri) ha chiesto attraverso il consigliere Golinelli di rinviare il voto, il Pd invece ha proposto di votare. Si è così votato per... votare, e la decisione è stata che si doveva votare. Ma quando è stato il momento di proporre i candidati nessuno dei due schieramenti ha presentato il suo e l’elezione ancora una volta è saltata. Con un prevedibile seguito di accuse incrociate, tra e negli schieramenti, fino al prossimo tentativo.

E con inevitabili trattative “sottobanco”, per risolvere “dietro le quinte” una vicenda ormai imbarazzante che si trascina da settimane. —

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