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Tomba loda Modena “capitale” della neve «Ora rilanciamo il nostro Appennino»

Riccardo Panini
Tomba loda Modena “capitale” della neve «Ora rilanciamo il nostro Appennino»

Il campionissimo bolognese, testimonial per l’Emilia Romagna, parla della rassegna e avanza alcune proposte per il futuro dello sci

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È grazie ai buoni uffici di Andrea Mussini, per tutti il “Musso”, o come lo chiama lui “Andreino”, modenese doc, storico tifoso ma soprattutto grande amico del campione, se Alberto Tomba accetta di scambiare due chiacchiere sulla XX edizione di Skipass. Perché in definitiva è sempre lui la superstar. Dopo qualche anno di assenza dalla Fiera della neve, il fenomeno azzurro torna a Modena per dare la benedizione alla nuova stagione che parte e per segnare forse anche un punto di svolta nella manifestazione. Infatti Tomba ha colto l’occasione anche per suggerire alcune idee interessanti per mantenere vivo e frizzante un appuntamento che fa ormai parte della tradizione ma che non può ignorare il mondo che cambia, e in particolare quello degli sport invernali. Un occhio attento, dunque, al turismo e all'Appennino della nostra regione del quale Tomba è testimonial, ma anche alla Coppa del Mondo. L’olimpionico di Calgary si è soffermato sugli aspetti tecnici e non ha avuto dubbi nel sancire l’attuale schiacciante vantaggio della valanga rosa rispetto al gruppo maschile alla perenne ricerca di continuità.

«È bello tornare. Già da alcuni anni non ero presente e questa sarà l’occasione per ritrovarmi in un ambiente che conosco bene e che proprio nei miei anni da atleta si è formato ed è cresciuto. Modena ha saputo imporsi nel mondo nella neve pur essendo in pianura e questa non è cosa da poco dopo le prime edizioni a Torino».

Un successo favorito forse proprio dalla posizione della città, centrale tra Alpi e Appennino?

«Sì, una posizione centrale, forte di eccellenze assolute a livello mondiale e crocevia per chi punta a nord con gli sci sul tetto dell’auto. Poi c’è il nostro Appennino. Un’area piena di ricchezze che si sta rilanciando. Penso che questo sia il momento giusto per imprimere una svolta e per compiere un salto di qualità».

Come pensi sia possibile riuscirci rinnovando?

«Beh, ad esempio la manifestazione di Trento del Festival dello Sport è davvero ben riuscita e allora perché non agganciarsi e creare sinergie lungo l’autostrada del Brennero? Oppure cercare di essere presenti in occasione di un weekend in Italia di Coppa del Mondo, non solo di sci alpino ma anche di snowboard, freestyle, fondo o altre specialità, guadagnando in visibilità e creando un filo diretto con la neve».

L'unico modo è tenere accesa la fiamma dell'entusiasmo, quello che i tuoi trionfi alimentavano.

«In effetti il segreto è tutto lì. È necessario tornare alla vittoria con continuità, esattamente come stanno facendo le donne che oggi sono più competitive e compatte degli uomini. Diciamo pure che vincono nettamente 3-1 il confronto… È quello il segreto per dare impulso a tutto il movimento. Ma è bene tenere presente che Skipass permetterà anche ad altre fondamentali discipline di mettersi in mostra. E, in discipline come fondo, biathlon e snowboard, gli atleti azzurri primeggiano».

La discesa però è sempre la discesa. Hai visto che Paris si sta mettendo alla prova nelle specialità tecniche? Cosa ne pensi?

«Ho visto che Domme si è dato al gigante. Ci rifletta e pensi bene a quali sono le sue caratteristiche e qualità. È vero che Hirscher si è ritirato e forse ha aperto uno spazio per la classifica generale, ma l'austriaco ha vinto le coppe solo con speciali e giganti. Così come ai miei tempi, proprio subito dopo il mio successo in Coppa del Mondo, nel 1997, Luc Alphand si aggiudicò la generale vincendo sempre in libera e superG. Questo deve fare Dominik, andare forte e vincere alla sua maniera».

Cosa pensi dell’avvio di stagione a ottobre?

«Fatemi dire una cosa, questo avvio di stagione ad ottobre mi sembra davvero una grande forzatura. I ghiacciai si stanno ritirando e noi facciamo partire le gare adesso: non ha senso. La coppa comincia a fine novembre, con l’inverno». —


 

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