Gazzetta di Modena

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Traffico e black out Rabbia a S. Venanzio

Stefania Piscitello

Auto e moto sfrecciano sulla Giardini. Disservizi elettrici Scarsa manutenzione dei marciapiedi e dell’arredo uurbano

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Un’interrogazione al sindaco per accendere i riflettori sulle problematiche di San Venanzio. Una frazione piccola ma, sembrerebbe, con molti problemi. Dai rami sporgenti sulla Giardini che intralciano gli automobilisti, al degrado dei marciapiedi pieni di erbacce fino ad arrivare, soprattutto, ai continui blackout elettrici e alle moto che sfrecciano a tutta velocità: queste le principali criticità che Vincenzo Sgambati, consigliere del gruppo Lega, ha portato all’attenzione di Zironi. La questione dei blackout è sicuramente una delle più spinose: «Qui – spiega Carlo Valenti, della macelleria F.lli Valenti – spesso quando viene a piovere va via la luce e non si riesce a capire il motivo». L’ultimo blackout ha visto la macelleria di Valenti senza luce dal pomeriggio a quasi mezzanotte. Ingenti i danni: «Abbiamo dovuto buttare via circa 150 chili di merce – racconta amareggiato il proprietario – ma per fortuna siamo assicurati e ci verrà rimborsato tutto. Però abbiamo perso clientela non solo quel giorno, ma anche il giorno della riparazione del danno». Anche Vittorio Cassinadri del Forno San Venanzio, lamenta i continui blackout: «È sempre così. E, in più, i telefoni non prendono, quindi ci sarebbero problemi anche per eventuali chiamate di emergenza». C’è poi un’altra annosa questione: «Via Giardini – sostiene Sgambati - continua ad essere una pista per moto con rischi per l’incolumità dei pedoni e dei ciclisti». E i residenti confermano: «Qui il vero problema è quello di auto e moto che sfrecciano». Anche Carlo Valenti, della macelleria, si accoda: «Questo succede da sempre, è vero, anche perché questa è una zona molto frequentata dai motociclisti soprattutto nel weekend. Però c’è da dire che ogni sabato qui c’è un posto di blocco, significa che qualcosa si sta cercando di fare». Inoltre, secondo il consigliere della Lega: «Poco curata e pulita si presenta anche l'area esterna alla palazzina ex scuole, sede del circolo il Canarino e degli alloggi destinati ai profughi». Su questo, Valenti non è d’accordo, anzi «i ragazzi che vivono lì hanno imparato a curare la zona, non ci sono rifiuti, e tagliano anche l’erba, bisogna dire come stanno realmente le cose». Il macellaio però si aggiunge al coro di quanti lamentano il degrado dei marciapiedi, pieni di erbacce che intralciano i pedoni, «a cui si aggiungono anche le buche pericolose per i ciclisti», spiegano dal forno San Venanzio. E poi: «La mancanza di continuità dei marciapiedi, sempre nel centro abitato, rende quasi impossibile il passaggio delle carrozzine dei disabili». Degrado che sarebbe non solo antiestetico, ma anche pericoloso: «Al centro della frazione, - continua Sgambati - vicino a una casa disabitata, sembra poi essere fonte di pericolo un ex forno, nei pressi del quale si ritrovano spesso a giocare dei bambini; se dovesse essere a rischio crollo, andrebbe recintato e reso inaccessibile». Il proprietario del forno, insieme a un vicino, sostiene però di non aver mai visto bambini giocare nella zona: «Il forno è ad uso comune, altrimenti l’avrei già fatto demolire. Comunque, per evitare problemi, l’ho fatto mettere in sicurezza, in modo da impedire che qualcuno si avvicini e si faccia del male». E se Sgambati ha acceso i riflettori su San Venanzio, adesso tocca all’amministrazione rispondere: «Vorremmo che si facesse qualcosa – chiedono i residenti – ci sentiamo dimenticati». —

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