Gazzetta di Modena

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una frattura insanabile 

Fondazione, sempre più caos Nel Pd tensione alle stelle

Luca Gardinale
Fondazione, sempre più caos Nel Pd tensione alle stelle

Il nuovo braccio di ferro tra Muzzarelli e Cavicchioli vanifica gli sforzi dei Dem che vorrebbero acque calme per pensare alle ormai vicine elezioni regionali

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È un po’ come un imbianchino che, dopo aver fatto un lavoro perfetto, distrugge il muro con la scala mentre se ne va. Questo, almeno, è quello che pensano in via Rainusso, dove la nuova rottura tra Gian Carlo Muzzarelli e il presidente (che lunedì sarà rinnovato) della Fondazione Crmo Paolo Cavicchioli sta creando una certa apprensione. Al centro ci sono le nomine per il cda di quella che da sempre è la “cassaforte” della città, e in particolare la manovra che, facendo sponda su un’alleanza poco ortodossa tra Cgil-Arci, curia, Provincia, università e un pezzo di destra punta a portare in cda due persone molto vicine a Cavicchioli (la vicepresidente nazionale di Federconsumatori Renza Barani e il ricercatore Matteo Al Kalak), violando il patto territoriale già chiuso e rafforzando il presidente, che si affrancherebbe così dal primo cittadino. Una mossa che, in attesa di conoscere le scelte del cdi, ha portato a una nuova e fragorosa rottura tra Muzzarelli e Cavicchioli, dando una preoccupazione in più a un Pd che vorrebbe pensare solo alle elezioni regionali. Tra i dem c’è apprensione per il clima che si respira a palazzo Montecuccoli, anche perché erano stati proprio i dirigenti Pd a spendersi per arrivare alla ricucitura tra il “duca” Gian Carlo e il numero uno della Fondazione dopo lo scontro sul Sant’Agostino: la sensazione è che il grande sforzo fatto per risanare la frattura sia stato reso inutile dalla volontà dei due protagonisti di piegare il braccio dell’altro di un centimetro. Un “braccio di ferro” che va avanti da anni, e solo apparentemente sospeso. Ma se a preoccupare i dem è la bislacca alleanza pro-Cavicchioli che va da Cgil alla curia, a creare apprensione è soprattutto il fatto che Muzzarelli stia rompendo con questi mondi, nel desiderio mai sopito di segnare un gol più di Cavicchioli. Del resto, in via Rainusso sono convinti che a causare la rottura non sia stata solo la manovra del presidente, ma ancor prima lo stesso Muzzarelli, che ha voluto gestire la partita in autonomia, confrontandosi solo col capo di gabinetto Giulio Guerzoni. Intanto a intervenire sulla questione è Maria Claudia Ansaloni, la consigliera di indirizzo nominata dal Comune di Pavullo - entrata in Consiglio per la lista di centrodestra “La pineta”, salvo poi dimettersi quando il marito Gian Luca Muzzarelli è stato nominato in giunta - che insieme ad Andrea Candeli ha presentato le candidature di Barani e Al Kalak: «Capisco che certe scelte possano sembrare lontane - spiega - ma trattandosi della Fondazione, più che all’appartenenza politica bisogna guardare al valore delle persone». E a chi è perplesso per la “sponda” offerta dal centrodestra all’operazione mirata a rafforzare il presidente, Ansaloni replica facendo notare che «il sindaco Biolchini non mi ha posto alcun vincolo». L’invito è quello di lasciar perdere la politica e pensare al bene della Fondazione: «Capisco che l’Emilia ora ha paura per l’effetto Umbria - sorride Ansaloni - ma non siamo sempre sotto elezioni…». —



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