Un’assemblea infuocata per i casi di Bibbiano e Veleno
Accuse e risate, rabbia e stoccate. Per “Bibbiano e dintorni” a palazzo Europa è stato inascoltato mercoledì sera l’appello del vescovo don Erio Castellucci: «Unirci nell’attenzione verso i bambini».
«Forse anche noi adulti, separati dagli affetti e davanti a questioni su abusi poste, come dicono i giudici di Reggio, con suggestione capiremmo cosa dire sperando di tornare a casa»: è la posizione di Maurizio Tortorella, autore del libro “Bibbiano e dintorni”.
«Non mi risulta che ci sia stato un ascolto suggestivo», il commento di Annalisa Lucarelli (comitato “Voci Vere”) tra la stizza del pubblico. «Se qualcuno ha suggestionato i bambini deve andare in galera e avere punizioni esemplari», il monito dell’avvocato Girolamo Andrea Coffari. Il legale rappresenta Claudio Foti (onlus Hansel e Gretel), indagato nell’inchiesta “Angeli e demoni”. «L’intercettazione di una bambina trattata male mi ha fatto impressione: i controlli dove sono?», ha chiesto l’avvocato.
Per la psicoterapeuta Laura Di Mascolo, «il servizio sociale è l’anello più debole di una fabbrica di allontanamenti».
«Il problema non è lo strapotere dei servizi sociali – ribatte lo psichiatra Camillo Valgimigli, che da anni ricerca la verità nella Bassa – ma chi permette loro di esercitarlo». «Il mostro non è il finto pedofilo: sono le strutture in cui manca il diritto alla difesa», l’accusa dell’avvocato Patrizia Micai. Micai ha fatto riaprire ad Ancona il processo sui “Diavoli della Bassa”.
«I bambini sottratti ingiustamente alle famiglie oggi hanno 30 anni – ha detto Micai – ma la loro famiglia qual è? È una vergogna». «C’è poco da ridere», è la stoccata della moderatrice Lucia Bellaspiga verso il lato di Coffari, Di Mascolo e Lucarelli. «Volete confermare che il 75% dei bambini è abusato?», domanda senza risposta il senatore Carlo Giovanardi.
«Non ho capito se Coffari difende le vittime o Foti», il dubbio di Chiara Brillanti, consulente della difesa nel processo del 1998. Per Enrico Papi, già educatore dei servizi pubblici reggiani, «un abuso evidente ti distrugge, non ti fa disegnare un fiorellino più grosso». «Vorrei che chi ha avuto a che fare con i miei figli si documentasse in tribunale», il desiderio di Lorena Morselli, a cui sono stati sottratti quattro figli. Padre Giuliano Stenico ha descritto i “distacchi temporanei” al Ceis. «Basta sistemi! Sono persone!»: è una delle contestazioni civiche prima che padre Stenico lasci la sala. Angela Lucanto (separata dalla famiglia a 7 anni) e Coffari si sono confrontati su una frase di Foti alla madre di lei: «Quando una madre entra in conflitto con il genitore incestuoso, o presunto tale, viene premiata dalle istituzioni».
Incalzato da Pablo Trincia, autore dell’inchiesta Veleno, Coffari ha ribadito che «se Nadia Bolognini (partner di Foti e indagata in Angeli e demoni) denuncia Foti per maltrattamenti probabilmente non lo difendo». Lucarelli ha ribadito di «aver creduto e credere ai bambini che ne decapitavano altri».
«Gli squartamenti sono stati spazzati via dalle sentenze – la replica di Giovanardi – e noi ci crediamo: siamo sulla Luna». «Le sentenze sono pubbliche – ha domandato Federico Scotta, al processo di revisione dopo 11 anni di carcere – ma gli atti da dove provengono? Voci Vere? Voci Vere?». Era ormai mezzanotte inoltrata e gli esponenti avevano però già lasciato la sala. —
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