All’alba i carabinieri fermano il rave party
I militari con i vigili urbani hanno controllato i 200 presenti, inebetiti dopo una notte tra alcol e musica a tutto volume
Hashish e marijuana, ma anche ecstasy e cocaina. Per la ventina di carabinieri intervenuti ieri mattina all’alba sulla via Emilia, all’altezza della Golfa, a fianco del campo addestramento cani, il cascinale di Cà di Cort offriva l’intero catalogo di guai che i rave party regalano nei loro appuntamenti.
I primi allarmi sono arrivati già giovedì sera, con un intenso viavai di macchine e furgoni, quando gli organizzatori del raduno fantasma hanno iniziato a montare i castelli di altoparlanti da stadio. Poi gli appelli sono diventati pressanti, quando sino alle prime case del paese arrivavano i martellamenti delle note sparate a un volume insopportabile.
Il disastro è continuato per tutta la notte, con una pattuglia dei carabinieri che è rimasta a controllare con accortezza presenze e visitatori sino a quando, all’alba di ieri mattina, sono scattati i controlli in forze.
Attorno al casolare erano parcheggiate ovunque auto, mezzi e attendamenti di fortuna, senza escludere qualche volenteroso in camper. Persino il laghetto lì a fianco, un’antica fossa per il macero della canapa, era stato investito dalla furia dei circa 200 giovani che passavano dall’area coperta all’esterno, intontiti dalle centinaia di decibel, da musiche ossessive al massimo del volume, dall’alcol e dagli stupefacenti.
Attorno alle 6, mentre una decina di vigili si occupava di far defluire le vetture di passaggio in via Emilia, una ventina di militari in divisa cominciava i controlli. Uno per uno, inebetiti dopo la notte insonne, giovani e meno giovani hanno tirato fuori dai giacconi i documenti . Molti di loro venivano da fuori provincia, seguendo il tam tam dell’appuntamento lanciato sui canali riservati e i siti web pilotati dagli organizzatori delle feste clandestine. Per loro, dal punto di vista giudiziario, le conseguenze sono modeste a fronte di alti guadagni.
Quando, nel giro di poche ore, le forze dell’ordine riescono a recuperare gli uomini necessari per i controlli in questi giganteschi assembramenti, la festa era praticamente finita. Anche ieri il meccanismo del raduno ha rispettato il copione.
Alla fine delle operazioni, dopo aver identificato i presenti, i carabinieri hanno denunciato il proprietario e l’affittuario del cascinale in campagna, recuperato le varie bustine di stupefacenti, chiuso il bar che per tutta la notte aveva venduto alcolici e superalcolici e proceduto ad accertare le responsabilità della discoteca improvvisata a tutto volume.
La denuncia è scattata immediatamente: “Apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo”. Mentre le carte bollate faranno il loro corso, saranno sicuramente più veloci le notifiche delle multe che gli agenti della Municipale hanno affibbiato alle decina e decine di vetture parcheggiate ovunque, anche verso la via Emilia, creando pericoli per la circolazione.
«È la terza volta che Castelfranco viene presa di mira da questi concerti abusivi che rovinano la vita dei residenti - commenta il sindaco Gianni Gargano - Evidentemente c’è qualche basista che fornisce tutte le indicazioni. Per quanto mi riguarda faccio i complimenti alle forze dell’ordine, a tutti gli agenti impegnati, per la professionalità e l’accuratezza nelle operazioni di controllo e allontanamento dei partecipanti. Le conseguenze potevano essere peggiori». —
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