Dazi, Bonaccini vola a Buxelles «Salviamo l’agroalimentare»
Obiettivo avere il sostegno dell’Unione Europea ai tre punti: fondo di riserva di crisi quota risorse per i Consorzi e priorità dei punteggi dei bandi
L’Emilia-Romagna degli agricoltori, dei produttori e dei Consorzi Dop e Igp è scesa in campo venerdì per dire no ai dazi. E il presidente della Regione Stefano Bonaccini, lunedì volerà a Bruxelles, avrà il compito di far approvare la piattaforma messa a punto dalla Regione Emilia-Romagna per difendere l’agroalimentare regionale, fatto di eccellenze apprezzate in tutto il mondo – 8 miliardi export, l’8% verso gli Usa -, tante imprese per tantissimi posti di lavoro.
«Incontrerò il presidente del Parlamento europeo e i rappresentanti della Commissione Agricoltura. Il nostro obiettivo è l’approvazione dei tre punti della piattaforma contro i dazi- chiude Bonaccini- per salvare il lavoro e il reddito dei nostri agricoltori, per tutelare l’unicità delle nostre produzioni, per difendere le nostre Dop e Igp da falsi e contraffazioni e per continuare a promuovere sul mercato Usa tutti i nostri prodotti. È e sarà la nostra battaglia che vinceremo uniti, tutti insieme».
A sostegno delle richieste dell’Emilia-Romagna è arrivato, attraverso una lettera indirizzata all’assessore Caselli, l’endorsment del commissario europeo Phil Hogan, che ha dato due rassicurazioni di grande importanza. La prima è che ai produttori verranno riconosciute compensazioni per i dazi subiti e la seconda che l’Europa ritiene non negoziabili i riconoscimenti e le tutele per le indicazioni geografiche. In poche parole, nel negoziato che l’Ue avvierà con gli Usa non lascerà che siano messe in discussione Dop e Igp che verranno difese «in qualunque circostanza». In gioco ci sono il presente e il futuro delle imprese del settore e i posti di lavoro di chi contribuisce ad affermare la qualità delle nostre produzioni Dop e Igp. Dazi che non colpiscono solo l’agroalimentare ma anche la meccanica e la moda. Tre i punti fondamentali e imprescindibili per l’Emilia-Romagna: fondo di riserva di crisi, quota risorse per i Consorzi delle indicazioni geografiche e priorità dei punteggi nei bandi. «Voglio un’agricoltura aperta ai mercati internazionali, sostenibile, riconoscibile, desiderabile e spendibile. - chiude Bonaccini - È la nostra agricoltura, che va difesa in modo non negoziabile».
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