L’odissea di una disabile per tornare a casa «Il bus non mi aspetta»
FIORANO. Minuti contati per scendere da un bus e salire su quello successivo. Una manciata di tempo preziosissima per poter tornare a casa in orario che si può trasformare in un’attesa infinita se non si riesce a prendere la coincidenza. Il disagio diviene ancora più grande se il pendolare del bus Seta è un disabile.
Non sono solo ai danni degli studenti i disservizi sugli autobus. Anche una lavoratrice con problemi motori lamenta, da oltre un mese, di non avere la certezza di poter prendere la coincidenza che la riaccompagni a casa.
«Ogni volta devo chiedere al conducente del bus 820 di chiamare l’autista della seconda corriera che dovrò prendere perché si fermi e mi aspetti - racconta M.S., che lavora a Modena, ma abita nel comprensorio ceramico - L’820 mi porta da Modena al terminal di Maranello. La corriera arriva lì alle 16.44. Quella successiva, la 640, riparte alle 16.45. Un minuto per salire sul bus. E per me che ho problemi alle gambe non è semplice. Per la corsa successiva devo aspettare 45 minuti, ma non ha senso. Piuttosto rimango a Modena a svolgere mezz’ora in più di lavoro... Mi hanno invitata a dire quando salgo sull’820 di comunicare al conducente che avvisi il 640 di aspettare l’arrivo della nostra corriera. Ma non dovrebbero farlo spontaneamente? C’è anche un altro disguido: il bus non si ferma mai vicino al marciapiede. E io salgo con difficoltà. Sul sito c’è una voce che parla dei diritti e doveri del passeggero: ma i diritti e doveri dei conducenti dove sono?». —
S.A.
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