La rapina al portavalori tutta una messinscena: in carcere le due guardie
Per mettere a segno il “colpo del secolo” era stato usato il furgone di famiglia Ha confessato il nipote idraulico di un vigilante che aveva prestato il suo mezzo
Il colpo del secolo? Dicono di averlo pianificato in una decina di giorni. Loro due, le guardie giurate, che portano a spasso dalla Germania all’Italia un blindato con i Rolex, oro, gioielli, denaro contante per oltre dieci milioni di euro, poi la finta entrata in scena dei banditi che li assalgono ma che altro non sono che una persona sola, il nipote di uno dei due vigilantes. Derubati, incappucciati e rilasciati lontano e il maxi bottino che sparisce, preso dai fantomatici banditi. Un gioco da ragazzi. Peccato che il nipote, che per altro ha svolto diligentemente il suo compito di finto rapinatore affiancando il blindato e poi stoccando il tesoro in un garage, abbia fatto il tutto con il suo furgone. Non un’auto rubata, non un mezzo immacolato o eventualmente preso a nolo. No, per fare il colpo del secolo hanno usato il furgone “di famiglia”. Mezzo che ovviamente è stato immortalato sia all’uscita del casello di Carpi che nel passaggio di un altro varco in autostrada, dando così una traccia fondamentale agli investigatori della Mobile di Modena. Sono pertanto state poste in stato di fermo, per furto aggravato e simulazione di reato, le due guardie giurate: Marco D’Ambrosio, 35enne originario di Napoli, e Domenico Aversa, 62enne di Scandale (Crotone). I due vivono da tempo in Germania, a Stoccarda, dove lavorano per una ditta del posto che si occupa di logistica e di trasporti. Questa doveva trasportare il super carico e farlo pervenire alla ditta Battistolli di Bologna, specializzata nella sicurezza: come hanno riferito in questura, si tratta di preziosi la maggior parte appartenenti a privati. Gioielli, oro e soprattutto una valanga di Rolex, modelli Daytona in oro e diamanti. Da qui, come hanno riferito, le tante telefonate di congratulazioni alla questura dei proprietari che, inaspettatamente, hanno potuto recuperare i loro preziosi. La Mobile ha risolto in caso in neanche 48 ore, altrimenti tutto quanto si sarebbe volatilizzato in breve, vista la facilità con cui può essere piazzata questo tipo di merce. Indagini in corso dunque per risalire a un ricettatore o a una rete di ricettatori.
Tornando al terzetto, di Scandale è risultato essere anche il proprietario del furgone apparso nelle immagini e indicato come il mezzo usato dei presunti tre o quattro rapinatori. La polizia guardando le telecamere ha scoperto che si trattava del nipote del 62enne, un idraulico incensurato di 44 anni che vive a Reggio Emilia con moglie e figli. Ovvio che, mentre i vigilantes, che fra l’altro si dimostravano molto lucidi, venivano torchiati in estenuanti interrogatori per poi essere rilasciati, da subito nel mirino degli inquirenti sia finito il 44enne. Intercettazioni e pedinamenti, ma nell’immediato nulla stava venendo alla luce. Quando la polizia ha capito che i vigilantes avevano già acquistato un biglietto aereo per tornate in Germania, hanno ottenuto dalla procura un provvedimento di fermo per le guardie e hanno fatto irruzione l’altra sera verso le 22 nella casa del 44enne. Dopo un quarto d’ora l’uomo è crollato e ha indicato il garage, in via Goito a Reggio, di proprietà di una amica estranea ai fatti, dove aveva nascosto il tesoro. All’idraulico, come lui stesso ha riferito, sarebbe spettata una fetta da 100mila euro, per i servizi svolti: dalle operazioni di scarico del bottino vicino a Correggio sino al trasporto dei due vigilantes a Parma dove hanno denunciato il fantomatico rapimento. —
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