Lo sgambetto dell’ex governo Piccoli paesi esclusi dagli aiuti
Solo Fiumalbo, Polinago e Camposanto inseriti nel piano per le manutenzioni Altri dieci Comuni neppure citati e in compenso i soldi vanno alla ricca Portofino
Brutta sorpresa per i piccoli Comuni dell’Appennino modenese sotto i 3.500 abitanti: su 12, solo 2 possono sperare in un contributo proveniente dal “tesoretto” di 7,5 milioni con cui lo Stato finanzierà progetti di interventi strutturali nel prossimo bando di programma. Si tratta fondi residui dei vecchi bandi-progetto “6000 campanili” e “Nuovi progetti d’intervento” che sono stati riuniti e messi a disposizione per manutenzione straordinaria di strade, illuminazione pubblica, strutture comunali e abbattimento di barriere architettoniche.
I ministeri delle Infrastrutture (Mit) e dell’Economia (Mef), quando erano ancora guidati da Toninelli e Tria, hanno redatto un elenco dei Comuni candidabili che è stato pubblicato venerdì sul sito del Mit. E scorrendo i 1.152 nomi ne emergono solo tre per la provincia modenese: uno in pianura (Camposanto) e solo due appunto per l’Appennino: Fiumalbo (al 703° posto) e Polinago (al 803°). Incandidabili (in ordine decrescente) Montese, Fanano, Lama Mocogno, Sestola, Pievepelago, Montefiorino, Palagano, Frassinoro, Montecreto e Riolunato.
I modenesi esclusi sono comunque in ottima compagnia, perché in tutta l’Emilia Romagna solo 11 Comuni sono stati inseriti nella lista. Così come ci sono molte altre aree d’Italia per cui il bando è precluso. Mentre posso accedervi Comuni come Gressoney e Portofino, che per quanto piccoli forse hanno meno emergenze di altri. Colpa della nuova classificazione voluta da Mit e Mef contro cui insorge Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani. «Mit e Mef - spiega - hanno classificato in base all’indice di “Vulnerabilità Sociale e Materiale” e poi viene data priorità ai Comuni con maggiore “Grado di Urbanizzazione”. Un controsenso. Veramente assurdo in particolare quest’ultimo parametro: così entrano Comuni turistici ben noti con altissimi incassi di Imu sulle seconde case e rimangono fuori i piccoli a bassa densità di popolazione, con estensioni territoriali notevoli e gradi di fragilità marcata, che avrebbero veramente necessità di beneficiare di contributi per la manutenzione. C’è una percezione distorta: questi criteri non sono conformi alla realtà. Peraltro abbiamo sempre inteso come piccoli Comuni gli enti con meno di 5mila abitanti. I nostri sindaci si sentono presi in giro: il Governo rimedi al più presto».
Per quanto incluso “nel club” del bando, anche al sindaco di Fiumalbo non piacciono i criteri: «È fuor di dubbio che debbano rientrarci anche gli altri piccoli paesi del nostro Appennino - osserva Alessio Nizzi - vanno elaborati in modo diverso. Ma c’è un problema a monte: in Italia va fatta quella legge per la montagna di cui si parla da decenni ma che nessun Governo finora ha preso a cuore». —
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