Pd, un segretario va con Renzi Bordate contro i vertici “dem”
Valter Sacchetto si è dimesso dagli incarichi in direzione, assemblea e quartiere «Nel partito, anche locale, contrasti senza esclusione di colpi e continui sospetti»
Una lettera di dimissioni infuocata, in cui si parla del Pd come di un partito in cui ci sono “contrasti aspri senza esclusione di colpi” e un “tenersi d’occhio, quel continuo senso di sospetto” che ha incrementato l’istinto di “conservazione e divisione tra le varie correnti”.
Valter Sacchetto, 62 anni, anima storica della sinistra carpigiana, volontario di lungo corso, già candidato alle amministrative con il Pd in sostegno ad Alberto Bellelli, da qualche giorno non è più segretario del circolo 1° maggio, alla guida del quale era stato eletto nel 2017. Ma Sacchetto non ha rassegnato le dimissioni soltanto da quel ruolo. In una lettera dai toni molto “chiari” ha annunciato che intende fare un passo indietro rispetto al suo impegno quale componente della segreteria ed assemblea Pd di Carpi, oltre che da segretario di circolo di quartiere. E ha aderito a Italia Viva di Matteo Renzi, del quale facevano già parte Roberto Arletti, Bruno Pompeo, Saverio Catellani, Marco Vignoli. Sacchetto è stato, quest’anno alla sua prima Leopolda, dove ha maturato la convinzione definitiva a lasciare il Pd.
La missiva dell’ex segretario è indirizzata agli iscritti del circolo 1° maggio, all’assemblea comunale Pd Carpi, al segretario cittadino Marco Reggiani e a tutta la segretaria del partito. «Durante questi anni in cui ho militato nel Pd e ricoperto incarichi nel circolo e segreteria di Carpi ho spesso preferito ascoltare piuttosto che intervenire perché ritenevo importante cogliere le idee, le impressioni, le opinioni e le proposte di persone che come me condividevano un senso di comunità e di appartenenza che si concretizzava nella partecipazione ad una politica di rinnovamento del paese sia a livello nazionale che locale - scrive Sacchetto nella lettera - Un progetto che nasceva dalla voglia di condividere, di essere insieme coesi e proiettati verso un nuovo futuro per il paese con il paese, senza scordarsi dell’appartenenza o delle tradizioni ma senza lasciarsi condizionare da esse. Purtroppo con il passare del tempo ho dovuto constatare che ambizioni, interessi, mentalità politiche sbagliate di intendere le correnti, hanno minato l’azione di cambiamento, quello stare al passo con i tempi, quell’essere parte integrante di una comunità ed essere noi stessi comunità ampia, al servizio degli altri».
«Il partito, specialmente ai vertici e posti di comando, anche a livello locale, si è caratterizzato per battaglie intestine, per contrasti aspri senza esclusione di colpi, ed il tenersi d’occhio, quel continuo senso di sospetto sugli “altri diversi da noi”, ha incrementato, non indebolito, l’istinto di conservazione e divisione tra le varie anime/correnti - continua l’ex segretario - Quel sentirmi “tenuto d’occhio”mi ha fatto sentire male tante volte, ma per anni ho stretto i denti e detto a me stesso: “Pazienza, ci vuole tempo, siamo una cosa nuova”. Ma il tempo è passato e quel modo di fare politica da ex di qualche cosa senza sentirsi tutti parte del nuovo Pd non sono più riuscito a trovarlo dopo la fase iniziale di entusiasmo. Mi dispiace, non era questo il Pd che intendevo quando ho aderito dalla sua fondazione, con spirito aperto e voglia di impegnarmi per dare un contributo, insieme a tanti amici che spero potranno continuare ad essere tali, pur senza una identità assoluta di visione politica ma ai quali potrà accomunarmi l’impegno e la voglia di continuare a dare una mano». «Ormai da tempo - conclude - mi sento distante da questa concezione di Pd, dalle battaglie interne, dal massacrare Tizio o Caio, e dall’appiattirsi ai 5s (anche se è stato importante trovare l’accordo di governo per mandare a casa il distruttore Salvini) perciò decido di percorrere un altra strada». —
S.A.
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