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Falsi Modigliani messi sul mercato per milioni di euro. A Modena il laboratorio dei falsi

Falsi Modigliani messi sul mercato per milioni di euro. A Modena il laboratorio dei falsi

Emerge un collegamento modenese nella maxi indagine dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale su un giro di Falsi Modigliani emerso a fine marzo a Palermo. Sono stati eseguite alcune perquisizioni e sequestri a Modena, Firenze e Venezia che hanno permesso di scoprire un vero e proprio laboratorio per creare falsi dipinti. Sono stati così trovati 9 dipinti e 10 disegni attribuiti ad Amedeo Modigliani 13 dipinti attribuiti a Freud 2 dipinti attribuiti ad Antonio Bueno 1 dipinto attribuito a Maurice Utrillo.

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MODENA. Emerge un collegamento modenese nella maxi indagine dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale su un giro di Falsi Modigliani emerso a fine marzo a Palermo, in occasione di una importante mostra sul celebre pittore.

Nove dipinti e dieci disegni attribuiti ad Amedeo Modigliani che i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale sospettano possano essere falsi sono stati sequestrati nel corso di perquisizioni tra Modena, Firenze e Venezia nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla procura di Spoleto. I militari hanno anche individuato quello che è ritenuto un «attrezzatissimo laboratorio per la falsificazione» nella disponibilità di un pensionato modenese accusato di contraffazione d'opere d'arte.

Sequestrati anche 13 dipinti attribuiti a Lucian Freud, due ad Antonio Bueno e uno a Maurice Utrillo. I militari hanno recuperato anche numerosi timbri, sigilli e vecchie etichette, nonché materiale ritenuto idoneo alla falsificazione, riscontrato anche sul retro dei quadri. Il valore delle opere sequestrate, qualora fossero state immesse sul mercato come autentiche, sarebbe ammontato - hanno riferito i militari - a centinaia di milioni di euro.

Alcune delle opere, tutte risultate corredate di certificazioni di archiviazioni sottoscritte dal responsabile del concept bord e dal presidente dell'istituto Amedeo Modigliani di Spoleto, erano state esposte nel corso della mostra «Gli amici di Modigliani e l'agguato sociale», tenutasi presso la Casa Amedeo Modigliani di Spoleto in occasione del Festival dei due Mondi e prima ancora a quella « Modigliani e l'art negrè». I nuovi sequestri rappresentano gli sviluppi di un'indagine avviata dalla procura di Palermo poi passata per competenza territoriale a quella di Spoleto.

LA PRIMA FASE DELL'INDAGINE

Il 31 marzo due dipinti falsamente attribuiti ad Amedeo Modigliani ed esposti al Palazzo Bonocore di Palermo, erano  stati sequestrati dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale.

Erano le attrazioni dell’evento inaugurato nel novembre scorso, parte di un percorso artistico basato su proiezioni fotografiche multimediali di alcuni capolavori del maestro livornese. Gli investigatori specializzati del Reparto Operativo, hanno acquisito la documentazione relativa alle due opere, riscontrandone la presumibile falsità attraverso alcuni pareri preliminari rilasciati da esperti d’arte.

Gli accertamenti sulla documentazione (certificati di autenticità e provenienza), «privi di autorevolezza dal punto di vista scientifico e pieni di passaggi contraddittori», hanno completato il quadro investigativo condiviso dalla procura di Palermo e che ha portato all’emissione di un decreto di sequestro per il dipinto olio su tela 65x70 «Hannelore», provenienza eredità giacente del Tribunale Civile di La Spezia; e la tela 62,5x40 «Donna con cappello», provenienza proprietà privata di una famiglia di Reggio Emilia.

Contestualmente a Roma e Spoleto sono stati eseguiti due decreti di perquisizione a carico del presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani di Spoleto (procacciatore delle opere) e del curatore della mostra (autore anche delle certificazioni di autenticità), entrambi indagati per contraffazione di opere d’arte.

Sequestrati materiale informatico e 27 opere verosimilmente contraffatte (tra cui 3 grafiche di Modigliani e 24 dipinti di Picasso, Chagall, De Nittis, Boldini, Dalì e Guttuso) nascosti in un’auto nella disponibilità di uno degli indagati, su cui sono in corso ulteriori accertamenti. Il controvalore delle due opere sequestrate qualora fossero immesse sul mercato come autentiche, anche in riferimento alle polizze assicurative stipulate sulle tele, ammonterebbero a 9 milioni di euro l’una. Per quanto attiene i beni d’arte sequestrati presso le residenze degli indagati, il controvalore supererebbe i 5 milioni.

LA SVOLTA

Il prosieguo delle indagini ha portato a nuovi sviluppi ha permesso di ricostruire l'origine di questi falsi. Sono stati eseguite alcune perquisizioni e sequestri a Modena, Firenze e Venezia che hanno permesso di scoprire un vero e proprio laboratorio per creare falsi dipinti. Sono stati così trovati 9 dipinti e 10 disegni attribuiti ad Amedeo Modigliani 13 dipinti attribuiti a Freud 2 dipinti attribuiti ad Antonio Bueno 1 dipinto attribuito a Maurice Utrillo.

Sequestrati anche timbri, sigilli e veccchie etichette nonchè materiale per falsidicare i quadri.,

Alcune di queste opere erano state esposte alla mostra di Spoleto Gli amici di Modigliani e l'agguato sociale dal 30 giugno al 4 agosto 2018.

I falsi messi sul mercato come veri erano valutati centiniaia di milioni di euro

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