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Aerei più ecologici grazie a Unimore «Ma il volo elettrico è ancora lontano»

Gabriele Farina

L’università capofila in un progetto europeo destinato a dimezzare le emissioni di anidride carbonica  

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lo studio



Aerei più verdi grazie all’università di Modena.

Unimore guiderà fino al 31 marzo 2022 il progetto europeo Auto-Mea. L’obiettivo è aumentare le componenti elettriche in volo per diminuire le emissioni nocive. «L’anidride carbonica non è l’unico gas inquinante e clima-mutante – ha sottolineato il docente Unimore Giovanni Franceschini – ma ci sono anche le polveri sottili e altro ancora. Vanno diminuite le emissioni di gas nocivi, la produzione di rumori e di oli inquinanti».

Sarà compito del gruppo Azionamenti elettrici (guidato da Franceschini) coordinare gli sforzi condivisi da partner universitari e aziendali internazionali. I motori degli aerei non saranno a breve convertiti all’elettrico («lo escluderei», il commento del professore). Eppure, le novità non mancheranno… e impatteranno. «Prendiamo a esempio il flap di un aereo o il carrello d’atterraggio – ha illustrato il professore – ovvero dispositivi che richiedono energia e potenza. Oggi sono basati sull’oleodinamica. Si vorrebbero sostituire con macchinari elettrici».

Dalla spiegazione alla realizzazione il passo potrebbe non essere semplice. «È necessario che i nuovi dispositivi abbiano la stessa affidabilità – ha riconosciuto Franceschini – e le tecnologie basate sugli oli sono in giro da anni, mentre quelle basate su componenti elettrici sono emergenti. Dobbiamo riuscire a contenere le dimensioni per sviluppare la stessa potenza. Le macchine elettriche devono girare sempre più velocemente. Pertanto, si deve generare potenza aumentando il numero di giri. Le macchine elettriche saranno così sottoposte a stress non usuali. Va ripensato completamente il progetto della macchina elettrica».

Sostituire l’olio con l’energia elettrica può eliminare il problema delle scorie. «Prima o poi l’olio è da sostituire – ha ricordato il docente – ed è un elemento molto inquinante. Dove va messo?».

Un’altra domanda a cui dare risposta è quanto il sistema elettrico può far bene all’ambiente. «Il sistema elettrico di per sé non produce anidride carbonica (CO2) – ha aggiunto Franceschini – che si genera con motori a combustione interna. L’utilizzo di energia elettrica dipende però dal mix energetico, inteso come tutte le azioni che portano alla produzione di energia elettrica. Se si usano le fonti rinnovabili, la produzione di CO2 è zero. Nel mix energetico italiano le rinnovabili si collocano circa al 35%. Contiamo di giungere comunque a un risparmio del 50% nella produzione di C02 complessivamente».

Il progetto ha ricevuto un finanziamento comunitario di oltre un milione di euro. «Alla fine dovremmo aver realizzato un macchinario basato sull’energia elettrica per applicazioni aerospaziali – ha sintetizzato il coordinatore – mettendo un piccolo tassello nel più ampio progetto Clean Sky, che prosegue negli anni».

Le applicazioni potrebbero riguardare sia il trasporto aereo sia i veicoli tradizionali. «Spesso le applicazioni per gli aerei hanno ricadute sull’automotive – ha ricordato Franceschini – come il freno a disco, sperimentato per la prima volta su un aereo. Sui veicoli elettrici le case automobilistiche si stanno muovendo tantissimo. L’invecchiamento della popolazione e l’inquinamento stanno spingendo verso la mobilità smart e la guida assistita. La guida autonoma potrebbe essere molto importante per le persone anziane. In Cina tutti gli scooter devono avere un motore elettrico. Secondo uno studio, l’80% di chi guida percorre meno di 70 chilometri al giorno: la seconda auto potrebbe essere tranquillamente elettrica».

La squadra guidata da Franceschini vedrà in prima linea il gruppo di ricerca, progettazione meccanica e costruzioni di macchine del professore Unimore Matteo Giacopini. Il ricercatore principale è Davide Barater, anch’egli docente al Dief di Modena. Per Barater i risultati del progetto «avranno importanti ricadute anche in altri settori, in particolare quello automotive, di cui il nostro territorio è protagonista a livello mondiale». —



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